SCONTRO A FUOCO NELLA SEDE DELL’ONG
Si e’ concluso dopo nove ore con un bilancio di almeno tre morti e 24 feriti un attacco dell’Isis contro il quartier generale di Save the Children a Jalalabad, nell’Afghanistan orientale. Il commando, composto da cinque terroristi che indossavano uniformi militari, ha fatto irruzione nell’edificio e si e’ barricato all’interno. Le ‘teste di cuoio’ afghane hanno circondato il complesso di quattro piani e solo dopo una lunga battaglia sono riuscite a liberarlo. E’ l’ennesimo attacco contro un’organizzazione umanitaria in Afghanistan, che ha perso tre componenti del suo staff, un Paese in cui la sicurezza si e’ gravemente deteriorata negli ultimi due anni. Stavolta a rivendicare l’attacco non sono stati i talebani ma Isis Khorasan, il braccio afghano del gruppo jihadista molto attivo nella provincia di Nangarhar, vicino al confine con il Pakistan. I cinque membri del commando sono stati tutti uccisi.
L’attacco e’ cominciato poco dopo le 9 di mattina, quando un kamikaze ha fatto esplodere un’auto imbottita di esplosivo al cancello del complesso, aprendo un varco verso l’edificio in cui si trovavano una cinquantina di volontari e dipendenti della Ong. Le forze di sicurezza hanno immediatamente isolato l’area e dopo un’ora sono arrivati decine di uomini delle Forze Speciali. “Tutto il resto dello staff che si trovava nella struttura e’ stato tratto in salvo, mentre in quattro sono rimasti feriti nel corso dell’attacco e stanno attualmente ricevendo cure mediche”, ha riferito l’organizzazione in una nota giunta in serata. I volontari di Save the Children si dicono “sconvolti e inorriditi dalla violenza” ma “determinati a riprendere quanto prima le nostre attivita’ nel Paese”. Da oggi il sito e gli account social dell’Organizzazione diventano neri in segno di cordoglio per le vittime dell’attacco odierno e per tutti gli operatori umanitari che nel mondo hanno perso la vita mentre lavoravano per proteggere i bambini e le loro famiglie. “Stiamo facendo tutto quello che possiamo per garantire a tutto il nostro staff il supporto di cui ha bisogno in seguito a questo attacco devastante”, si legge ancora nella nota. Riguardo alle motivazioni, gli operatori non non si esprimono ancora: “Le indagini sulla natura dell’attacco sono al momento in corso mentre non e’ ancora possibile stabilire i motivi di quanto accaduto – spiegano – gli attacchi contro gli operatori umanitari non possono in alcun modo essere tollerati e hanno un impatto diretto sui bambini che vogliamo proteggere con il nostro lavoro”. Save the Children opera in Afghanistan dal 1976, realizzando interventi sanitari salva-vita e progetti di educazione, nutrizione e protezione dell’infanzia che hanno contribuito a salvare la vita a milioni di bambini. In seguito a quanto accaduto oggi, sono state temporaneamente sospese le operazioni in tutto il Paese, continuando comunque a essere impegnati per supportare i bambini piu’ vulnerabili in Afghanistan. L’attacco contro Save the Children segue di pochi giorni l’assedio di 17 ore dei talebani all’Hotel Intercontinental di Kabul, in cui sono morte almeno 43 persone, molte delle quali straniere. Tuttavia, stavolta i talebani hanno preso le distanze dall’attacco, che e’ l’ennesimo di una serie contro le organizzazione umanitarie nel Paese. A ottobre il Comitato internazionale per la Croce Rossa e la Mezzalunarossa, decise di ridurre “drasticamente” la propria presenza dopo un attacco in cui erano morti sette dei suoi uomini. “Quello che e’ successo a Save The Children ci riempie il cuore di tristezza e ci ricorda quanto abbiano bisogno di sicurezza coloro i quali fanno del bene in trincea e non dietro a una scrivania”, ha commentato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. “E’ una terribile notizia che mi lascia sgomento”, twittato il presidente del Senato, Piero Grasso, mentre “vicinanza e solidarieta’ a Save the Children” sono stati espressi dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. L’attacco arriva alcuni giorni dopo quello in cui un uomo armato talebano ha colpito l’ hotel Intercontinental di Kabul, uccidendo almeno 22 persone.