SCHULZ CONFERMA IL SUO NO. SPACCATURA NELL’AFD, PETRY LASCIA
Angela Merkel vince male lo scontro con l’Spd di Schulz, visto che la Cdu arretra di otto punti. Ma e’ ottimista, ed annuncia colloqui con Fdp, Verdi e Spd sul futuro governo. Ma Schulz conferma opposizione: ‘non mi ha chiamato, meglio se chiama qualcun altro’, dice. L’estrema destra si conferma il terzo partito, a oltre il 12%, ma e’ bufera, visto che Frauke Petry, co-portavoce federale, annuncia che non fara’ parte del gruppo in Parlamento. ‘E’ un peccato – replica Alice Weidel, candidata alla cancelleria per l’Afd – ma sono mesi che Petry non parla piu’ con noi’. E a questo punto, aggiunge, dovrebbe lasciare il partito.
La cancelliera tedesca Angela Merkel non si arrende e cerca ancora il dialogo, oltreche’ con i liberali di Fdp e Verdi, con la Spd del rivale Martin Schulz, che pero’ anche oggi ha ribadito di non essere interessato alla coalizione di governo e di voler restare all’opposizione. E intanto Alternativa per la Germania, AFd, la destra populista ormai terza forza politica tedesca, non fa tempo a festeggiare, che gia’ si spacca. Merkel, che stamane ha detto che entro Natale vuole avere un governo, non ha un compito facile dinanzi, ma con il consueto tono pacato, incontrando la stampa, si e’ detta “ottimista”: “Troveremo una soluzione”, assicurato. “Prendo atto della posizione della Spd – ha aggiunto – ma cercheremo ancora il colloquio”. Cosi’ come “parleremo con Fdp e Verdi”. E’ “importante”, ha avvertito la cancelliera, che la Germania abbia “un governo stabile. Ho preso nota delle parole dell’Spd, ma i colloqui devono continuare, questo e’ anche il parere della presidenza”. Merkel si e’ anche impegnata a riconquistare il milione di voti finito all’Afd “con la buona politica e con la risoluzione dei problemi”: ha parlato di difficolta’ su “integrazione, immigrazione illegale, assistenza medica nei territori rurali. So che ci sono difficolta’”, ha continuato, “occorre cercare di affrontarle e trovare soluzioni”. Quanto all’Unione Europea, ricordando il discorso che terra’ domani il presidente Emmanuel Macron, sulle proposte di riforma dell’Ue, ha detto che “abbiamo bisogno di piu’ Europa, ma anche piu’ competivita’, piu’ posti di lavoro, piu’ incisivita’ dell’Ue”. Ma in ogni caso, ha garantito Merkel, le politiche sui migranti non cambieranno dopo l’ingresso della destra xenofoba al Bundestag.
Mentre la cancelliera cuce, Alternativa per la Germania si spacca. Frauke Petry, la copresidente tra i volti piu’ moderati del partito nazionalista e a tratti revisionista, ha annunciato che non siedera’ nel Bundestag nel gruppo parlamentare vicino ai suoi colleghi. Petry, che nel voto di domenica ha conquistato un seggio in Sassonia e rappresenta l’ala piu’ moderata di AfD, ha annunciato la sua decisione a sorpresa, nel corso della conferenza stampa organizzata per festeggiare il trionfo. Senza averne prima parlato con i colleghi che le sedevano accanto, ha preso la parola e ha spinto l’affondo: “Ci sono divergenze aperte nell’AfD e non dobbiamo chiuderle in una tomba”, ha detto, sostenendo che AfD nelle ultime settimane ha agito come “un partito anarchico”. “Con una concorrenza cosi’ debole avremmo dovuto prendere anche piu’ del 20%, se non l’abbiamo fatto e’ perche’ spaventiamo i nostri cittadini”. La frattura e’ dovuta alle diverse posizioni interne: in un’intervista rilasciata ai quotidiani stamane, aveva invocato una “ragionevole politica conservatrice” sulle questioni che “domineranno in futuro”, e “non le affermazioni assenti che abbiamo sentito in passato”. Parole che segnano un cambio di rotta da parte di una politica che pure, a suo tempo, si era espressa a favore dell’uso delle armi, in caso di necessita’ estrema e “in accordo alla legge”, da parte della polizia di frontiera, per impedire l’ingresso illegale dei rifugiati el Paese.
Il cammino di Angela Merkel appare complicato, nonostante l’Unione rimanga ancora il primo partito in Parlamento (un Bundestag che tra l’altro sara’ il piu’ grande della storia, con 709 deputati), risolvere il rebus per trovare una possibile alleanza si prannuncia difficile. Dopo il ‘niet’ di Martin Schulz, i liberali rigoristi di Fdp frenano: “L’Fdp e’ pronto ad assumersi la responsabilita’ per una eventuale coalizione ‘Giamaica’ ma vogliamo cambiare la direzione politica, altrimenti preferiamo i banchi dell’opposizione”, ha dichiarato il leader, Christian Lindner, il giovane che li ha riportati in Parlamento. Anche Horst Seehofer, il presidente della Csu bavarese, tradizionale alleato della Cdu, vuole che l’esecutivo regionale si esprima se continuare l’alleanza con i ‘cugini’ nel Bundestag. Seehofer si e’ detto egli stesso perplesso e ha chiesto un “chiarimento di contenuti” con la Cdu. “Abbiamo una profonda divisione del Paese, il nostro obiettivo e’ superare questa divisione”. “La Csu deve dimostrare di voler attuare le proprie promesse elettorali con tutte le conseguenze”, ha spiegato Seehofer e ha preannunciato in futuro “un chiaro passo verso destra” delle politiche dei cristiano-sociali bavaresi, a cominciare da un numero massimo di ingressi per i rifugiati.