Un volo militare e’ partito dalla capitale DEL Sud Sudan con a bordo gli italiani che hanno deciso di lasciare il Paese dopo l’intensificarsi dei combattimenti. A bordo dell’aereo dell’Aeronautica anche altri cittadini Ue che avevano chiesto assistenza. A dare la notizia e’ stato lo stesso ministro degli Esteri Gentiloni.
Questa mattina un aereo dell’aeronautica italiana e’ decollato dalla capitale del Sud Sudan per recuperare 30 cittadini italiani che a seguito delle vicende dei giorni scorsi hanno deciso di lasciare Juba. Lo rene noto la Farnesina, spiegando che i connazionali saranno ospitati nella base militare italiana di Gibuti per poi riprendere le rispettive destinazioni. A bordo, oltre al personale dell’Unita’ di Crisi del Ministero degli Esteri e personale del ministero della Difesa, anche cittadini dell’Unione europea che hanno chiesto supporto per lasciare il Paese. L’operazione e’ stata realizzata in coordinamento tra Unita’ di Crisi dell’Italia e degli altri Paesi Ue. “Decollato ora volo militare da #Juba con italiani intenzionati a lasciare capitale SudSudan. A bordo altri Ue grazie a Unita’ di crisi e Difesa”, ha twittato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.
La residenza del vicepresidente ed ex leader dei ribelli Sud sudanesi Riek Machar e’ stata distrutta nei violenti scontri che hanno avuto luogo nei giorni scorsi a Giuba fra le fazioni rivali firmatarie degli accordi di pace dell’agosto 2015. Lo ha confermato il portavoce di Machar, James Gatdet Dak, il quale ha accusato le forze governative di aver bombardato l’abitazione del leader dell’opposizione. “Le forze fedeli al presidente Salva Kiir hanno bombardato la casa di Riek Machar utilizzando elicotteri da combattimento. Forse hanno pensato che (Machar) fosse all’interno dell’edificio. L’obiettivo era chiaramente quello di fargli del male”, ha detto il portavoce citato dal quotidiano “Sudan Tribune”. Al momento dell’attacco, avvenuto domenica scorsa, Machar aveva gia’ abbandonato la sua residenza.