‘Il razzismo non e’ finito, nessuno ne e’ immune e non possiamo ignorare le proteste, ma dobbiamo respingere la disperazione’. Il presidente Usa ai funerali a Dallas dei cinque agenti bianchi uccisi da un cecchino afroamericano ha ribadito: ‘Non siamo divisi come sembra, il nostro dolore puo’ renderci un Paese migliore’. A Baton Rouge in Louisiana tre arresti per un presunto piano contro gli agenti della zona. A Baltimora in Maryland un uomo spara durante una veglia e ferisce cinque persone.
“Sono qui a Dallas per dirvi che non siamo così divisi come sembriamo” perché siamo “un’unica famiglia” e nel corso degli anni le “relazioni razziali sono migliorate sensibilmente. Questa è l’America che conosco”. Dalla cerimonia funebre per i cinque poliziotti uccisi nella città del Texas da Micah Johnson, Barack Obama è ritornato a parlare del concetto di famiglia. Quello che aveva già ribadito nei giorni scorsi e che è un appello all’unità del paese, anche in un momento così difficile. Una famiglia ferita certo, ma che guarda avanti, perché queste “terribili morti non sono arrivate invano, questo dolore ci renderà un paese migliore con più giustizia e più pace”. Obama ha parlato del lavoro della polizia: “Sappiamo che esiste il male e per questo serve la polizia”, ha detto aggiungendo: “Il vostro lavoro, il lavoro di agente di polizia in tutto il paese, non è uguale a nessun altro lavoro”. Questo, ha continuato il presidente, non è stato solo “un atto di stupida violenza ma anche di odio razziale”. Prima che Obama prendesse la parola all’interno Symphony Center di Dallas, sono intervenuti il sindaco di Dallas, Michael Rawlings, l’ex presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, e il capo della polizia di Dallas David Brown che ha citato la canzone “As” di Stevie Wonder, prima di introdurre Obama. Il presidente – che è ripartito proprio da Wonder, ricordando che lui e Michelle si sono conosciuti ascoltando le canzoni dell’artista – ha poi toccato un altro punto fondamentale. È vero, sono stati fatti molti passi in avanti, ma “esistono ancora dei pregiudizi”, anche all’interno della polizia. “Non possiamo liquidare i manifestanti come agitatori o paranoici”, ha detto. “Anche le persone che non amano il motto Black Lives Matter possono riuscire a comprendere il dolore della famiglia di Alton Sterling”. Infine un altro passaggio sul quale Obama ha insistito sono le armi. “Abbiamo riempito le città con le armi”. “Quando le persone dicono ‘Black lives matter’ non vuol dire che le vite dei blu (la polizia, ndr.) non contano, ma che tutte le vite contano, ma in questo momento la grande preoccupazione è il fatto che i dati mettono in luce come i ragazzi neri sono più vulnerabili a questo tipo di incidenti”, aveva detto Obama a poche ore dall’uccisione dei cinque poliziotti. Un concetto di fratellanza, ma di ferma analisi della realtà, che ha voluto ribadire ancora una volta ieri.
Un uomo armato ha aperto il fuoco ad una veglia funebre a BALTIMORA, ferendo cinque persone. Nessuna delle vittime, quattro donne e un uomo, è in pericolo di vita, scrive il Baltimore Sun. L’episodio, mentre l’America si appresta a salutare oggi i cinque poliziotti abbattuti a Dallas, sottolinea ancora una volta la diffusione della violenza armata nelle strade degli Stati Uniti. Il morto per il quale si teneva la veglia era un ragazzo afroamericano, il 24enne Jermaine Scofield, padre di due bambini, ucciso a colpi d’arma da fuoco il giorno prima. Al momento s’ignora chi lo abbia ucciso e chi abbia sparato alla sua veglia. “Sono stanca, sono stanca. Sparano alla gente innocente, non ne possiamo più”, ha commentato Doreen, la madre di Jermaine. La donna aveva chiesto pubblicamente che nessuno vendicasse il figlio. L’anno scorso sono state uccise a BALTIMORA 344 persone, 301 delle quali colpite da armi da fuoco. Quest’anno i morti in sparatorie sono già più di 130. “Ogni settimana preparo i fiori per un funerale per un ragazzino che è stato ucciso, sono diventato un negozio di pompe funebri”, ha detto sconsolato Bailey, un fioraio che si trova davanti al luogo dove si era svolta la veglia.