Dal lavoro alla poverta’, dall’ immigrazione alle tasse, ‘ecco i punti in comune’. Appello al Pd dal capo politico del M5s Di Maio in una lettera al Corriere della Sera in prima pagina. ‘Sono fiducioso, sulla carta dei programmi ci sono tanti punti di convergenza’. E spiega: ‘sul contratto si possono definire tempi e obiettivi, se si puo’ fare qualcosa DI buono per l’Italia e mettere finalmente i cittadini al primo posto, noi ci siamo’.
“Per tre mesi ho girato l’Italia e ho sempre ripetuto che qualora non avessimo ottenuto la maggioranza assoluta avrei proposto ai partiti un contratto vincolante sul programma. Avevo anche ribadito più volte che non avevamo un interlocutore preferito, ma che avremmo parlato con tutti. È quello che stiamo facendo”. Lo scrive il leader politico del M5s, Luigi Di Maio, in una lunga lettera al ‘Corriere della Sera’, parlando di “contratto alla tedesca” che “servirà a mettere nero su bianco le azioni immediate per migliorare la qualità della vita degli italiani per interpretare al massimo lo spirito della terza repubblica”. Di Maio precisa che “non si tratta di alleanze. Un’alleanza è uno scambio di poltrone, un do ut des di potere. Non ci interessa”. “Agli 11 milioni di italiani che ci hanno votato abbiamo garantito la continuità dell’Italia nell’Unione europea e monetaria, perché la nostra presenza in quel consesso avrà come obiettivo una profonda modifica dei vincoli di austerità”, scrive Di Maio, sottolineando la necessità di”superare il fiscal compact e avviare il percorso di definizione di un’unione fiscale per smantellare il sistema di elusione ed evasione nell’ambito della Ue. Questa impostazione è oggi condivisa anche da altre forze politiche, tra cui il Pd”, sottolineando i “punti in comune tra il nostro programma e il loro”.
Di Maio fa riferimento all’Europa e all’immigrazione, osservando che in comune con i Dem c’è la “revisione del Regolamento di Dublino e l’equa ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell’Unione Europea”. Ma anche la conseguente necessità di “investire in sicurezza: c’è la comune volontà di aumentare le risorse per la cyber security e l’assunzione immediata di 10.000 nuovi agenti nelle forze dell’ordine. Assumiamoli!” “Lotta alla povertà. I fondi del Rei – scrive ancora di Maio – non sono sufficienti e le politiche attive del lavoro non funzionano. Il reddito di cittadinanza risolverebbe entrambi i problemi, estendendo il beneficio a più famiglie e rendendo effettivo il reinserimento lavorativo grazie alla riforma dei centri per l’impiego. Parliamo anche di pensione di cittadinanza per gli anziani. Non lasciamoli indietro. Sul lavoro si può partire dal salario minimo orario, obiettivo condiviso anche dal Pd, stando al loro programma”. Per quanto riguarda il capitolo tasse, continua Di Maio, “il MoVimento 5 Stelle prevede una riduzione delle cinque aliquote Irpef oggi in essere, mentre loro ipotizzano una detrazione per i figli a carico; per le imprese il MoVimento 5 Stelle preferisce dimezzare l’Irap; dall’altra parte si parla di un’ulteriore riduzione dell’aliquota Ires. Il fine è lo stesso, un’intesa si può trovare”.
Anche sulla sanità pubblica, secondo Di Maio, c’è possibilità di intesa: “A quanto risulta dal programma, il Pd scrive nero su bianco di voler ridurre le ormai lunghissime liste di attesa. Siamo d’accordo, ma occorre un serio incremento del Fondo sanitario nazionale e un piano di assunzioni per infermieri e medici. In tema di giustizia, entrambi vogliamo semplificare e ridurre i tempi dei processi attraverso l’applicazione del rito del lavoro e investendo nella digitalizzazione anche in ambito penale. Facciamolo!” “C’è la lotta alla mafia e alla corruzione: loro prevedono meccanismi di prevenzione per l’infiltrazione mafiosa nelle istituzioni. Per noi si può realizzare una riforma complessiva dell’ordinamento penitenziario e con la modifica del 416ter”, scrive ancora Di Maio, sottolineando la necessità della “legge sul conflitto di interessi che il Paese aspetta da troppi anni”. Infine il capo politico del M5s parla dei “costi della politica” e dell'”efficienza della Pubblica amministrazione. I tagli agli sprechi sono un nostro storico cavallo di battaglia, e il programma del Pd prevede il ricalcolo dei vitalizi col metodo contributivo, un tetto agli stipendi dei manager pubblici e la trasformazione delle costose e inutili auto blu in auto elettriche e sostenibili. Meno sprechi significa anche Pa digitale e lotta alla burocrazia per semplificare la vita a cittadini e imprese”. E conclude: “L’eventuale contratto a cui perverremo verrà sottoposto alla votazione dei nostri iscritti online sulla piattaforma Rousseau”.