La Lega insiste sulla necessita’ di affidare Palazzo Chigi a una figura ‘terza’ rispetto ai partiti, anche se “promossa da M5s”, e punta a ottenere in cambio ministeri di ‘peso’ nella composizione del futuro governo ‘pentaleghista’. E’ quanto emerge al termine della riunione del consiglio federale che ha dato “mandato pieno e unanime” a Matteo Salvini a “affinche’ si parta col governo del cambiamento” M5s-Lega, alla vigilia del referendum sul contratto che si terra’ domani e dopodomani in circa mille gazebo in tutto il Paese. Nella riunione con i dirigenti del suo partito, Salvini non avrebbe – secondo quanto si apprende da chi vi ha partecipato – fatto un nome specifico per l’incarico di presidente del Consiglio. Ma avrebbe messo in chiaro che l’idea sarebbe di affidare l’incarico a una “figura terza, di alto profilo e con un cursus politico, promossa dai 5 stelle e in seguito condivisa”.
Stando a quanto riferiscono fonti M5s, il Movimento di Luigi Di Maio avrebbe avanzato ai ‘lumbard’ una “rosa di cinque nomi”. In questa ‘rosa’ – viene spiegato da fonti di entrambi i partiti – non vi sarebbero solo nomi di figure ‘terze’ ma anche esponenti dei 5 stelle, con questi ultimi che continuerebbero a rivendicare Palazzo Chigi per un proprio tesserato. Massimo riserbo sui nomi proposti, anche se fonti leghiste spiegano che nella rosa figurano, per quanto riguarda la ‘quota’ 5 stelle, alcuni dei nomi emersi gia’ nei giorni scorsi (tra questi Emilio Carelli, Vincenzo Spadafora, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro e Vito Crimi). Nessuna indicazione, al momento, sul nome o i nomi proposti come ‘figura terza’ ai due partiti. Malgrado fossero entrambi a Milano, non vi e’ stato alcun incontro oggi tra Salvini e Di Maio. I contatti tra i due leader sono comunque costanti ed e’ atteso un faccia a faccia domanica per sciogliere il nodo ‘nomi’ prima di lunedi’, quando le due delegazioni dovrebbero salire al Quirinale, come confermato anche oggi da Salvini.
In merito alla squadra di governo, durante il federale Salvini sarebbe stato chiaro nel garantire ai compagni di partito che per la Lega otterra’ “ministeri di peso”. Tra i vari dicasteri – Salvini lo ha detto pubblicamente nei giorni scorsi – il segretario leghista vorrebbe Agricoltura e Interno. Ma potrebbero andare al partito di via Bellerio anche Sviluppo economico o addirittura il Tesoro. Per quest’ultima poltrona, se dovesse essere un leghista, la scelta andrebbe su Giancarlo Giorgetti. Mentre non e’ un mistero che i ‘desiderata’ di Salvini riguarderebbero il Viminale. Da sottolineare gli interventi in consiglio federale dei due governatori, il veneto Luca Zaia e il lombardo Attilio Fontana. Entrambi si sono espressi a favore della nascita del nuovo governo “purche’ si porti a casa l’autonomia”, hanno scandito. Infine, alcune fonti parlamentari di Forza Italia hanno riferito di una telefonata ‘accesa’ tra Silvio Berlusconi e Salvini, dopo le dichiarazioni del primo che, ad Aosta, aveva preso le distanze dal percorso di dialogo avviato dal secondo coi 5 stelle. La telefonata e’ stata smentita dagli staff di entrambi i leader. E’ pero’ un fatto che le nuove rivendicazioni di Berlusconi su un’eventuale premiership di centrodestra non sono state per nulla gradite in via Bellerio.