“Ribadisco l’invito ai 5 stelle a ragionare insieme su come accompagnare l’Italia con un Governo a tempo per fare poche cose e bene”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa a Milano dopo il Consiglio federale. “Un Governo che si faccia carico di fare in fretta e bene poche cose, come la legge elettorale che mandi al Governo chi prende un voto in più sul modello delle Regionali; blocchi gli aumenti di Iva e accise, senza aumentare tasse e rispettando i parametri Ue; ribadire che prima viene l’interesse italiano poi quello europeo, quindi la bozza di bilancio europeo va rigettata in toto”, ha aggiunto Salvini, secondo cui “la Lega non sosterrà mai un signor sì”, nei confronti di Bruxelles. La proposta del bilancio europeo “fa rabbrividire”. “Sono due mesi che cerco un dialogo con Il M5s, non so più che devo fare, gli porterò la colazione a letto”.
Al prossimo giro di consultazioni al Quirinale “si puo’ chiedere al presidente Mattarella di evitare l’ennesimo governo tecnico, irrispettoso nei confronti degli italiani, e’ di farne uno che si faccia carico in fretta e bene poche cose: una legge elettorale, che come accade per elezioni regionali mandi al governo chi prende un voto in piu’; bloccare gli aumenti dell’Iva e delle accise senza aumentare di un centesimo tasse”, ha detto il leader della Lega. Il premier “non deve essere necessariamente un leghista. Ci sono persone di buonsenso anche negli altri partiti”, ha chiarito il leader leghista. “Sono pronto a fare il presidente del Consiglio anche domani, ma se servisse sono disposto a fare anche dieci passi indietro”, ha ribadito Salvini. “Chiediamo un Governo a tempo che si faccia carico di fare in fretta poche cose e di farle bene”, a cominciare da “una legge elettorale sul modello delle Regionali, che mandi al governo chi prende un voto in piu'”.
Il referendum sull’euro proposto da Beppe Grillo “può essere affascinante come dibattito filosifico per i prossimi anni, ora abbiamo delle urgenze” da affrontare, ha detto il leader della Lega. Che aggiunge: “Voto a ottobre o a novembre? Sì, se non si rispettano condizioni della Lega”. “Sui giornali sto leggendo di nomi di candidati premier a cui io dico di no: non appoggero’ mai governi guidati da dame di compagnia della Commissione europea”. “Perche’ no? L’ho sentito, ci vedremo”. Cosi’ Matteo Salvini ha risposto a chi gli chiedeva se l’ipotesi di un “governo a tempo” che intende proporre a Sergio Mattarella e’ condivisa da Silvio Berlusconi. “Dove c’e’ Renzi, non ci sono io”: cosi’ il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha ribadito di non voler dialogare col Pd per il futuro governo. Per Salvini non e’ nemmeno pensabile una prorogatio del governo Gentiloni. “No, mi rifiuto di mandare Alfano al Consiglio europeo di giugno, ci sara’ un altro governo in carica”, ha risposto in conferenza stampa in via Bellerio.
Nessun governo con il centrodestra unito, il veto su Forza Italia e Silvio Berlusconi rimane. Resta questo l’orientamento, secondo quanto si apprende, nel Movimento 5 stelle che al momento non raccoglie la proposta avanzata dal leader della Lega, Matteo Salvini, di un governo a tempo – in carica fino a dicembre – per fare poche cose come la legge elettorale, lo stop all’aumento dell’Iva e delle accise ma anche l’approvazione della legge di stabilita’ e l’avvio dell’iter di cancellazione della legge Fornero. Temi su cui in realta’ M5s potrebbe anche trovare una convergenza ma lo spazio per nuove trattative sembra non esserci piu’. Il capogruppo M5s al Senato, Danilo Toninelli, dice chiaramente di no a “governi balneari” e attacca il leghista: “Salvini ha sprecato l’occasione della sua vita altro che di 6 mesi. Ha deciso di stare con Silvio Berlusconi che e’ un pluricondannato. Salvini, l’occasione l’ha avuta ma l’ha sprecata”. La linea dei 5 stelle e’ durissima e chiara, bisogna ritornare al voto. Luigi Di Maio sin dalla mattina ha ribadito la posizione del Movimento: no a governi tecnici o di tregua perche’ sarebbero un “tradimento” della volonta’ popolare espressa il 4 marzo. E ancora, l’affondo contro Matteo Renzi e Silvio Berlusconi additati come coloro che sin dall’inizio “ci hanno sabotato”.
Quindi, la richiesta di ritornare al voto gia’ il prossimo 24 giugno, data nella quale, secondo i 5 stelle, e’ ancora tecnicamente possibile perche’ “la legge prevede che, per abbinare le elezioni politiche con il secondo turno delle prossime amministrative previsto per il 24 giugno, il Presidente della Repubblica abbia tempo di sciogliere le Camere fino al prossimo giovedi’ 10 maggio. Votare il 24 giugno si puo’!” sostengono i pentastellati. Sulla proposta di Salvini, Di Maio per ora tace anche se, come ha ripetuto nelle ultime ore, ormai del leader del Carroccio non si fida piu’. E qualcuno tra i parlamentari dice chiaramente che “Salvini, in questi 2 mesi, ci ha decisamente preso per i fondelli”. La linea e’ tornata barricadera e rispolvera le battaglie delle origini. Con Beppe Grillo che, non a caso, torna a dire la sua rilanciando sul referendum sull’Euro. “Voglio che il popolo italiano si esprima. Il popolo e’ d’accordo? C’e’ un piano B? Occorre uscire o no dall’Europa?” ha detto il Garante di M5s in un’intervista al sito e mensile francese Putsch. Parole che Di Maio commenta cosi’: “Grillo e’ il nostro garante, e’ uno spirito libero e lo conosciamo, ma la linea sull’Europa e sull’euro resta sempre quella: cambiare tutto. Ovviamente ce lo devono far fare”.
Torna insomma, come reazione alla situazione di difficolta’, la voglia di portare in piazza la protesta. Gia’ i giorni dopo il voto del 4 marzo, i vertici pentastellati avevano spiegato che se i partiti avessero ‘fatto fuori’ il Movimento, relegandolo all’opposizione, allora ‘sarebbe stata guerra’. Quella che in effetti, metaforicamente parlando, si profila all’orizzonte con i grillini che pensano anche a mobilitazioni fuori dal Palazzo. Lo stesso Di Maio lo dice: “chiameremo in causa i cittadini, chiedendo il voto subito, ma e’ chiaro che poi il Movimento lo fara’ anche in altri modi…”. E tra i parlamentari c’e’ chi ricorda con nostalgia i tempi – era il mese di settembre del 2013, pochi mesi dopo l’inizio della scorsa legislatura – in cui per difendere la Costituzione alcuni pentastellati, tra cui Alessandro Di Battista, salirono sul tetto di Montecitorio e lo occuparono per una notte con tanto di striscione srotolato sulla facciata del Palazzo. Adesso, qualcuno ipotizza un’altra manifestazione di forte impatto: ad esempio – scherza, ma non troppo, un deputato – pensare di andare tutti insieme, gli oltre 330 parlamentari, di fronte al Quirinale per protestare a viva voce. Ma intanto, lunedi’ ci sara’ il nuovo giro di consultazioni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di cui Di Maio tiene sempre a sottolineare la correttezza; e lunedi’ sera un’assemblea congiunta M5s servira’ a fare il punto alla luce del nuovo scenario politico e il dibattito si prevede acceso.
L’Ufficio Stampa del Quirinale ha comunicato la composizione delle delegazioni che lunedì 7 maggio incontreranno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle consultazioni per la formazione del nuovo governo. Alle 10, il Movimento Cinque Stelle, con i capigruppo al Senato e alla Camera Danilo Toninelli e Giulia Grillo, accompagnati da Luigi Di Maio. Alle 11, per ll centodestra, i capigruppo di Lega, Fi e Fdi, Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini, Stefano Bertacco e Fabio Rampelli, accompagnati rispettivamente da Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Alle 12 sarà la volta dei presidenti dei senatori e dei deputati del Partito democratico, Andrea Marcucci e Graziano Delrio, accompagnati dal segretario reggente e dal presidente del Pd Maurizio Martina e Matteo Orfini.