Svolta epocale e drammatica nel cuore della crisi mediorientale. Mentre un’ondata di bombardamenti senza precedenti colpisce l’Iran, il Paese ha nominato il successore dell’Ayatollah defunto: si tratta del figlio, Mojtaba Khamenei, 56 anni. La nomina è avvenuta in un clima di guerra aperta, poco prima che un raid israeliano colpisse il palazzo dell’Assemblea degli Esperti a Qom, edificio che Teheran dichiara essere stato evacuato subito dopo il voto.
L’escalation militare: “Più attacchi che nel 2003”
Il Pentagono ha rotto gli indugi: il Comando Centrale USA ha confermato il dispiegamento di 50.000 soldati per l’operazione contro l’Iran. Le fonti militari descrivono un’offensiva “senza precedenti”, con un volume di fuoco che ha già superato quello della campagna in Iraq del 2003.
Donald Trump, in un vertice con il cancelliere tedesco Merz, ha ribadito la linea della fermezza: «L’Iran ora vorrebbe parlare, ma è troppo tardi». Il tycoon ha inoltre annunciato che gli Stati Uniti sono pronti a scortare militarmente le petroliere nello Stretto di Hormuz per garantire i flussi energetici, nonostante il previsto rialzo dei prezzi del greggio.
Il fronte libanese e la strage di civili
Non si ferma l’avanzata dell’IDF (l’esercito israeliano), che è penetrato via terra in Libano. Raid pesantissimi hanno colpito Baalbek e la periferia di Beirut, centrando complessi residenziali e hotel. Il bilancio provvisorio parla di numerosi morti tra le macerie, mentre l’ONU ha chiesto l’apertura di un’inchiesta per presunti crimini di guerra in seguito al bombardamento di una scuola nel sud dell’Iran, dove migliaia di persone hanno partecipato ai funerali delle studentesse uccise.
L’ITALIA SI MUOVE: VERTICE A PALAZZO CHIGI E IPOTESI SAMP-T
Il governo italiano accelera le contromisure per proteggere gli interessi nazionali e i cittadini nell’area del conflitto. La premier Giorgia Meloni ha presieduto due vertici d’urgenza: il primo per monitorare la sicurezza dei 70.000 connazionali presenti nella zona; il secondo, con i vertici di Eni e Snam, per blindare gli approvvigionamenti energetici del Paese.
Difesa e diplomazia
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha confermato che il governo valuta l’invio di aiuti militari difensivi ai Paesi del Golfo. Tra le ipotesi sul tavolo c’è l’invio del sistema anti-aereo Samp-T e di tecnologie anti-drone. «I nostri soldati sono la priorità», ha assicurato Crosetto, annunciando un’informativa in Parlamento per giovedì.
Sul piano diplomatico, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore iraniano per ribadire la neutralità italiana: «L’Italia non è in guerra». Intanto, la missione di rimpatrio ha riportato a casa i primi 200 studenti italiani che erano rimasti bloccati a Dubai dopo l’attacco al consolato USA nella metropoli degli Emirati.
La diplomazia internazionale si spacca
- Francia: Parigi ha ordinato il dispiegamento della portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale e l’invio di mezzi militari a Cipro.
- Emirati Arabi: Abu Dhabi smentisce le indiscrezioni di stampa su un coinvolgimento attivo nell’attacco all’Iran, dichiarando di mantenere una posizione puramente “difensiva”.
- Scontro Trump-UE: Il presidente USA ha attaccato duramente Londra e Madrid per il mancato appoggio logistico: «La Spagna non ha una grande leadership, bloccheremo gli scambi commerciali».