“Un problema serio se l’inchiesta sale piu’ in alto” e sul sottosegretario del Carroccio Rixi, che attende a fine mese la sentenza per l’accusa peculato, ribadisce: “Se condannato dovra’ dimettersi”. Così il vicepremier Luigi Di Maio.
“Ieri l’ennesimo caso di tangenti, c’è una nuova tangentopoli in Italia. Sono i soldi delle tasse degli italiani che gli italiani pagano e finiscono nelle tasche dei corrotti. Allo stesso tempo credo che in tutte le forze politiche si possa sbagliare, io chi sbaglia lo metto fuori in 30 secondi. La Lega allo stesso modo dovrebbe mettere fuori il sindaco di Legnano arrestato per corruzione”. Lo dice Di Maio, ospite di Agorà su Rai Tre.
“Se certe inchieste si stanno svolgendo e’ anche grazie alle nuove leggi che abbiamo votato assieme alla Lega. Dopodiche’ se alcune inchieste territoriali dovessero arrivare piu’ in alto ci sarebbero dei problemi. Ma si puo’ andare avanti con il contratto di governo, in cui sono previste le norme etiche che abbiamo applicato a Siri. E come M5S, essendo maggioranza in Consiglio dei ministri, le faremo sempre applicare”. A spiegare la posizione del Movimento di fronte al caso di Legnano e alle altre inchieste che coinvolgono la politica e’ il leader del M5S Luigi Di Maio. Intervistato dal Fatto Quotidiano, il vicepremier ribadisce che se il sottosegretario ai Trasporti Rixi sara’ condannato dovra’ andarsene: “Lo stabilisce il codice di comportamento previsto dal contratto”. Di Maio auspica che “dopo il 26 maggio la Lega dismetta i panni dell’ultradestra e che si torni a ragionare con serenita’”. Il ministro del lavoro e dello Sviluppo smentisce poi che ci sia stata una svolta a sinistra: “Ora ci associano al Pd, ma i dem non hanno alcuna credibilita’”. Per Di Maio “non sta tornando il fascismo, piuttosto c’e’ un innalzamento della tensione determinato da certe dichiarazioni, con piazze che sembrano quelle degli anni 70. Ma questa polemica destra-sinistra – osserva – serve solo a Salvini e a Zingaretti, per polarizzare lo scontro. Noi Cinque Stelle siamo post-ideologici e rappresentiamo il buon senso e la ragionevolezza”. Nell’intervista Di Maio smentisce un allontanamento di Beppe Grillo: “Non conosco ancora la scaletta del comizio del 24 maggio ma con Beppe mi sono sentito anche oggi. E assieme lavoriamo per il M5S”.