SEQUESTRO PRODOTTI AZIENDA FRANCESE,MA NON MESSI IN COMMERCIO
Anche l’Italia e’ coinvolta nel caso delle uova contaminate da un insetticida: sequestrati prodotti mai messi in commercio provenienti da un’azienda francese che aveva usato uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nell’uso del fipronil. Il Ministero della Salute rassicura: non risultano in Italia uova o ovoprodotti contaminati.
Il caso delle uova contaminate da un insetticida si allarga e coinvolge anche l’Italia. Un portavoce della commissione europea ha infatti spiegato che il nostro figura tra i 15 Paesi ad aver ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo delle uova al fipronil. Ma questo non significa, viene chiarito, che l’ Italia abbia ricevuto uova contaminate. Sequestrati dei prodotti, che non sono mai stati messi in commercio, provenienti da un’azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nell’uso del fipronil. In Francia, intanto, un lotto di 48 mila uova contaminate puo’ essere stato acquistato dai consumatori.
Anche l’Italia figura tra i 15 Paesi che hanno ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo legato alla contaminazione dell’insetticida Fipronil. Lo ha detto un portavoce della Commissione europea. Questo significa che l’Italia potrebbe aver ricevuto delle importazioni di uovacontaminate, ma non e’ detto che siano gia’ state distribuite per la vendita. I Paesi europei coinvolti nello scandalo sono Belgio, Olanda, Germania, Francia, Svezia, Gran Bretagna, Austria, Irlanda, Lussemburgo, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Danimarca. La Commissione spiega che i Paesi in cui e’ stato “confermato l’utilizzo illegale del prodotto” sono Olanda, Belgio, Germania e Francia. Il 26 settembre e’ stata fissata una riunione a Bruxelles.
Dai riscontri incrociati, effettuati dal ministero della Salute, tra le liste di aziende coinvolte e di quelle che hanno spedito prodotti in Italia negli ultimi tre mesi, al momento risulta solo, da una segnalazione delle autorita’ francesi, pervenuta in data 8 agosto attraverso il RASFF, che un’azienda di tale Paese ha acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le ha trasformate in ovoprodotti che ha poi venduto anche presso un’azienda italiana. Lo riferisce il ministero della Salute. Su disposizione del ministero, le autorita’ sanitarie locali hanno provveduto a porre sotto sequestro la partita, e quindi il prodotto non e’ stato posto in commercio. Pertanto, ad oggi, non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale. Il ministero della salute, in ogni caso, continua a valutare con attenzione le informazioni relative alla circolazione dei lotti in Europa (anche in considerazione delle nuove segnalazioni sul sistema di allerta comunitario che provengono da Paesi prima non coinvolti), avvalendosi della stretta collaborazione delle autorita’ sanitarie regionali e dei Carabinieri Nas. È stato altresi’ predisposto un piano di campionamenti su uova, ovoprodotti e carni di pollame per la ricerca di fipronil che verra’ attuato in via cautelativa, anche in assenza di segnalazioni specifiche.
Le uova contaminate con il fipronil potrebbero essere state distribuite anche in Italia, e cresce la preoccupazione dei consumatori per i possibili rischi per la salute. Rischi, diciamolo subito, strettamente legati alla quantita’ di sostanza ingerita: nel caso in questione dovrebbe essere alquanto ridotta, ma non sono da escludere complicazioni soprattutto per i bambini. Ma cos’e’ il fipronil? Il fluocianobenpirazolo, questo il nome chimico, e’ un insetticida ad ampio spettro che disturba l’attivita’ del sistema nervoso centrale dell’insetto impedendo il passaggio degli ioni cloruro attraverso il recettore del GABA ed il recettore del Glut-Cl. Cio’ causa la ipereccitazione dei nervi e dei muscoli degli insetti contaminati. Viene usato prevalentemente come antipulci, ed e’un veleno a lenta attivita’ d’azione: una volta inserito in un’esca, l’insetto viene avvelenato ma non muore istantaneamente ma ha il tempo di ritornare alla colonia o nella tana. Nelle blatte e’ stato rilevato che le carcasse possono contenere quantita’ di antiparassitario residuo sufficiente per uccidere altri insetti nello stesso luogo nel quale gli insetti si rifugiano. Nelle formiche, la condivisione dell’esca fra i diversi membri della colonia aiuta la diffusione del veleno nella colonia. Con tale effetto a catena, il tasso di avvelenamento e’ circa del 95% in 3 giorni. Il fipronil e’ usato come principio attivo in prodotti commerciali antiparassitari per gli animali da compagnia, a una concentrazione di circa 9.8%. Si tratta, insomma, di un insetticida volutamente blando, pensato per trasformare gli insetti contaminati in “untori” per tutta la loro colonia. In ogni caso e’ categoricamente vietato nei trattamenti anti-pulci di animali destinato al consumo umano, perche’ secondo l’Oms e’ pericoloso per fegato, reni e tiroide. Se una persona viene esposto al fipronil a forti dosi si possono osservare ipereccitabilita’, irritabilita’, tremori e, ad uno stadio piu’ grave, letargia e convulsioni. I sintomi sono reversibili, una volta terminata l’esposizione. La sostanza si assorbe lentamente attraverso l’intestino; per ridurre l’assorbimento i medici consigliano di usare una lavanda gastrica, un purgante salino o carbone attivo. Non e’ noto un antidoto specifico. In ogni caso si parla di alte dosi: non dovrebbe essere il caso dell’attuale scandalo alimentare, ma di certo sarebbe meglio evitare.