ISTAT, SULL’ANNO AUMENTO DEL 2,8%. AUTO ANCORA IN CRESCITA
Dopo due trimestri di espansione, torna in calo la produzione industriale nel primo trimestre 2017. L’Istat registra una flessione dello 0,3% rispetto al periodo precedente. I segni ‘meno’ sono diffusi a tutti i comparti a partire dall’energia (-2,5%) e dai beni strumentali (-1,4%). A marzo, invece, l’indice destagionalizzato risulta in crescita, con un aumento dello 0,4% rispetto a febbraio. Corretto per gli effetti di calendario, l’indice sale rispetto a marzo 2016 del 2,8%. Cresce invece la produzione di auto: +8,5% sul primo trimestre 2016, e +16,1% a marzo sullo stesso mese dell’anno passato.
Dopo due trimestri di espansione, torna in calo la produzione industriale nel primo trimestre 2017. L’Istat registra una flessione dello 0,3% rispetto al periodo precedente. I segni ‘meno’ sono diffusi a tutti i comparti a partire dall’energia (-2,5%) e dai beni strumentali (-1,4%). A marzo, invece, l’indice destagionalizzato risulta in crescita, con un aumento dello 0,4% rispetto a febbraio. Corretto per gli effetti di calendario, l’indice sale rispetto a marzo 2016 del 2,8% (+7,6% nei dati grezzi).
A marzo 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento dello 0,4% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre gennaio-marzo 2017 la produzione è diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a marzo 2017 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 2,8% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di marzo 2016). Nella media dei primi tre mesi dell’anno la produzione è aumentata dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nel comparto dei beni strumentali (+2,4%), dei beni di consumo (+2,3%) e, in misura più lieve, dei beni intermedi (+0,4%); segna invece una variazione negativa l’energia (-5,2%). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a marzo 2017, aumenti nei raggruppamenti dei beni intermedi (+3,9%), dei beni di consumo (+3,7%) e dei beni strumentali (+3,4%); presenta invece una variazione negativa il comparto dell’energia (-2,4%). Per quanto riguarda i settori di attività economica, a marzo 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (entrambi +9,5%) seguiti dalla fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (entrambi +7,3%). Le uniche diminuzioni si registrano nei settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-4,1%) e dell’industria del legno, della carta e stampa (-1,9%).
“I dati appena diffusi dall’Istat in merito alla produzioneindustriale, in calo del -0,3% nel primo trimestre 2017, rappresentano l’ennesima conferma dell’instabilità del sistema economico e produttivo. La diminuzione riguarda tutti i comparti e arriva dopo due trimestri di espansione, dimostrando l’andamento altalenante che da tempo caratterizza nostro sistema economico: la ripresa, purtroppo, è ancora lontana”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono Adusbef e Federconsumatori commentando i dati Istat sulla produzione industriale. Per quanto sia inquietante, comunque, rilevano le due associazioni dei consumatori, “la flessione della produzione industriale non ci sorprende. Considerando che molte famiglie vivono in condizioni di estremo disagio e che la disoccupazione continua ad attestarsi a livelli a dir poco allarmanti (11,7% nel mese di marzo), non è pensabile che la situazione possa migliorare senza interventi mirati ed incisivi che imprimano una reale svolta all’economia”.