COLONNA ARRIVA FINO A 7MILA METRI, ALTRO SCALO A SINGHIOZZO
L’aeroporto di Bali riapre, nonostante la minaccia del vulcano. Sollievo per i 120.000 turisti presenti sull’isole, dopo tre giorni di fermo a causa delle ceneri e del rischio di eruzione del vulcano. “Continuiamo a sorvegliare la situazione costantemente”, ha precisato il portavoce dell’aeroporto Ngurah Rai di Bali Aroe Ahsanurrohim, senza escludere un nuovo stop in caso di venti sfavorevoli. Inizialmente l’aeroporto doveva rimanere chiuso fino a domani, ma i venti favorevoli hanno fatto cambiare direzione alle ceneri.
Il principale aeroporto dell’isola di Bali era rimasto chiuso da lunedi’ a causa del progressivo aumento dell’attivita’ vulcanica presso il monte Agung. La colonna di cenere che si innalza dalla vetta del vulcanoha raggiunto ieri i 3 mila metri di quota, e un bagliore arancione emerge dal cratere, che appare prossimo all’eruzione. Le autorita’ avevano chiuso l’aeroporto di Ngurah Rai prorogando lo stop ai voli, dal momento che la cenere sta muovendo proprio verso sud-est, in direzione dell’aeroporto. Le cancellazioni e i ritardi hanno interessato solo lunedi’ 445 voli e 59 mila passeggeri; tra le compagnie aeree interessate figurano Garuda Indonesia, Virgin Australia, Cathay Pacific, AirAsia e Jetstar. L’eruzione dell’Agung rischia di compromettere l’obiettivo del governo indonesiano di aumentare del 30 per cento i flussi turistici entro la fine dell’anno, e di causare danni significativi a un’economia che ha proprio nel turismo uno dei suoi pilastri principali.
Un portavoce dell’aeroporto ha spiegato che la cenere del vulcano ha raggiunto i 7.600 metri di altezza e si sta spostando verso sud e sud-est lasciando un’area libera per il decollo e l’atterraggio degli aerei. L’emergenza, tuttavia, non e’ ancora rientrata. Il presidente indonesiano Joko Widodo ha rivolto un appello a “chiunque si trovi ancora nella zona a rischio vicino al Monte Agung di andarsene immediatamente”.