‘HA VINTO IL POPOLO IRANIANO’. SCONFITTO CONSERVATORE RAISI. GENTILONI, NOI POPOLI AMICI
Hassan Rohani e’ stato eletto per la seconda volta presidente dell’Iran. Il candidato moderato ha ottenuto il 57% dei voti, aggiudicandosi cosi’ la vittoria al primo turno. Il suo avversario, il conservatore Ebrahim Raisi, si attesta al 38,5%. ‘Il vincitore delle elezioni e’ il popolo iraniano’, ha detto la Guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Khamenei, ringraziando gli elettori. Congratulazioni a Rohani sono arrivate dall’Europa e da Putin. ‘Fiducia nelle relazioni tra i nostri Paesi’, ha scritto il premier Gentiloni su Twitter.
Hassan Rohani resta il presidente dell’Iran. I cittadini lo hanno riconfermato per un secondo mandato con il 57% dei voti, il che significa che hanno votato per lui oltre 23 milioni di persone. Una vittoria netta sul principale sfidante conservatore Ebrahim Raisi, che si è fermato al 38%, cioè circa 15 milioni di voti. Dall’appuntamento elettorale, dunque, Rohani esce rafforzato: la vittoria gli consentirà di proseguire il programma di riforme e apertura internazionale già avviate nonostante lo scetticismo degli ambienti più conservatori della Repubblica islamica, che non vedono di buon occhio la diplomazia e l’avvicinamento all’Occidente. Alle presidenziali Rohani era favorito, ma la vicinanza di Raisi con il leader supremo, l’ayatollah Ali Khamenei, ha mantenuto l’incertezza sui risultati fino alla fine.
I cittadini “hanno detto no a tutti coloro che ci invitavano a tornare indietro al passato o a frenare la situazione attuale”, ha voluto sottolineare Rohani nel suo primo discorso dopo il trionfo, tramesso in diretta televisiva. Per lui il messaggio dato alle urne dal popolo iraniano è inequivocabile e deve essere rispettato: “Il popolo dell’Iran ha dimostrato con il suo voto che vuole l’interazione con il mondo”. Ha aggiunto che desidera “vivere in pace” con gli altri Paesi, ma ha lanciato anche un avvertimento ai “nemici” dell’Iran e forse anche ai conservatori, affermando che “non è disposto ad accettare nessuna umiliazione o minaccia”.
Le relazioni internazionali dell’Iran sono migliorate notevolmente dopo la firma dell’accordo sul nucleare con le potenze del 5+1 a luglio del 2015, ma continuano a essere molto tese con gli Stati Uniti. I conservatori accusano Rohani di essere stato troppo blando con l’Occidente e di permettere che Washington mantenga in vigore alcune sanzioni a Teheran nonostante l’intesa. In particolare Raisi, principale rivale di Rohani nelle presidenziali di ieri, in campagna elettorale lo ha accusato di “non essere capace di incassare l’assegno dell’accordo sul nucleare”, cioè di approfittare dei benefici che erano previsti. La divisione fra conservatori da una parte e moderati e riformisti dall’altra, è emersa in modo molto marcato in campagna elettorale, ma Rohani si è mostrato conciliatore e ha lanciato appello all’unità.
A favorire Rohani è stata anche l’altissima affluenza. Ha votato il 73% degli aventi diritto (che erano 56,4 milioni). La partecipazione ha significato la mobilitazione dei delusi dalla lentezza dei cambiamenti promessi da Rohanigià per il primo mandato. E l’elevato interesse dei cittadini per queste elezioni è stato elogiato anche dall’ayatollah Khamenei: i vincitori delle elezioni presidenziali in Iran sono “il popolo e il sistema della Repubblica islamica”, ha detto, chiedendo “unità” dopo le “tensioni” della campagna elettorale e raccomandando al nuovo presidente di prestare attenzione alle zone rurali e povere e lottare contro la corruzione.
Congratulazioni a Rohani da tutto il mondo. Fra i primi a inviare i complimenti il presidente siriano Bashar Assad e il presidente russo Vladimir Putin, Paesi tradizionalmente alleati dell’Iran. Auguri per il nuovo mandato anche da Londra e Berlino. Dall’Italia il premier Paolo Gentiloni si è congratulato su Twitter, esprimendo “fiducia nell’amicizia tra i nostri popoli e nelle relazioni tra i nostri Paesi”. E dall’Unione europea Federica Mogherini, capo della diplomazia Ue, ha affidato a Twitter questo messaggio: “Gli iraniani hanno partecipato in modo appassionato alla vita politica del loro Paese. Mi congratulo con il presidente Hassan Rohani per il forte mandato ricevuto. L’Ue è pronta a continuare a lavorare per la piena applicazione del JCPOA (l’accordo sul nucleare ndr.), l’impegno bilaterale, la pace regionale ed è pronta per soddisfare le aspettative di tutto il popolo dell’Iran”.