IL 17 MARZO OLTRE 100 PERSONE UCCISE, MOLTI I CIVILI
Gli Stati Uniti ammettono di essere responsabili del bombardamento aereo su Mosul ovest del 17 marzo scorso nel quale rimasero uccise almeno 100 persone, in gran parte civili secondo gli attivisti. I militari Usa hanno aperto un’inchiesta per verificare le accuse. In un comunicato della Coalizione si precisa che il bombardamento e’ avvenuto su richiesta delle forze irachene contro postazioni dell’Isis. Dopo l’ammissione di responsabilita’ degli Stati Uniti, i militari iracheni hanno interrotto le operazioni a Mosul ovest. Ieri, i soccorritori erano ancora al lavoro per estrarre i cadaveri dalle macerie.
Gli Stati Uniti ammettono di essere responsabili del bombardamento aereo su Mosul ovest del 17 marzo scorso nel quale rimasero uccise almeno 100 persone, in gran parte civili secondo gli attivisti. I militari Usa hanno aperto una inchiesta per verificare le accuse. In un comunicato della Coalizione si precisa che il bombardamento e’ avvenuto su richiesta delle forze irachene contro postazioni dell’Isis.
Se venisse confermato che tutte le vittime del raid sono civili, si tratterebbe del piu’ sanguinoso episodio dall’inizio dei bombardamenti anti-Isis in Iraq e Siria nel 2014. Nelle scorse settimane, l’ong ‘Osservatorio iracheno per i diritti umani’ aveva parlato di almeno 299 civili uccisi dai raid della Coalizione a guida americana a Mosul ovest da febbraio, quando ha avuto inizio l’offensiva governativa per strapparla allo Stato islamico.
Sarebbero 61 e non 200 i corpi senza vita dei civili recuperati ieri da un edificio nella zona industriale di Mosul, citta’ settentrionale irachena dove e’ in corso un’offensiva militare contro lo Stato islamico (Is). Lo ha precisato oggi un comunicato del Comando delle operazioni militari congiunte, spiegando che l’offensiva non si e’ fermata e che i raid dell’Aviazione militare irachena proseguono. Ieri il maggiore della polizia Ali Mohsen aveva detto in un comunicato stampa che le squadre della protezione civile irachena avevano recuperato i corpi di 200 civili dalla zona industriale di Nuova Mosul, un quartiere sulla sponda occidentale del fiume Tigri liberato nei giorni scorsi. Secondo quanto precisato oggi dal Comando militare, i jihadisti dell’Is avrebbero costretto alcune famiglie a restare nell’edificio disseminato di trappole esplosive. La dinamica di quanto accaduto, tuttavia, e’ tutt’altro che chiara.
La coalizione militare a guida Usa sta indagando sulla morte di decine di civili uccisi, secondo diverse segnalazioni, negli ultimi raid aerei statunitensi a Mosul. Se confermata, si tratterebbe della peggiore strage di civili in una missione aerea americana da quando gli Stati Uniti hanno invaso l’Iraq nel 2003. Le notizie sull’uccisione di civili a Mosul, sottolinea il quotidiano statunitense “New York Times”, arrivano dopo due recenti episodi simili in Siria, dove decine di civili sarebbero stati uccisi in raid aerei della coalizione. Il colonnello John J. Thomas, portavoce del Comando centrale degli Stati Uniti, ha detto che si sta cercando di stabilire se le esplosioni a Mosul sono responsabilita’ degli Usa, della coalizione militare o dello Stato islamico. “E’ una domanda complicata. Abbiamo persone che lavorano senza sosta su questo”, ha detto Thomas. L’attenzione su questo episodio e’ “al massimo livello”, ha aggiunto il colonnello. “Al momento non sappiamo chi sia stato”, ha concluso il portavoce.