L’economia italiana continua a crescere con un ritmo moderato: i consumi sono il principale motore a cui si accompagna anche un miglioramento degli investimenti. Lo rileva l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana precisando tuttavia che l’indicatore composito anticipatore dell’economia ha segnato un ulteriore calo, suggerendo il rallentamento nel ritmo di crescita dell’attivita’ economica nel breve termine. Inoltre, la spesa delle famiglie italiane cresce, ma nell’ultimo mese il clima di fiducia e’ peggiorato. E l’inflazione non ripartira’ prima dell’autunno.
“L’economia italiana continua a crescere con un ritmo moderato, caratterizzato dal consolidamento del contributo positivo della domanda interna alla crescita del Pil”. Lo scrive l’Istat nella nota mensile. “Il principale motore della crescita – prosegue la nota Istat – e’ costituito dai consumi ai quali si accompagna anche un miglioramento degli investimenti. In presenza di alcuni segnali di debolezza delle attese delle imprese e degli ordinativi della manifattura, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un’ulteriore discesa, suggerendo il rallentamento nel ritmo di crescita dell’attivita’ economica nel breve termine”. Nel primo trimestre del 2016 la spesa delle famiglie residenti e’ cresciuta su base congiunturale allo stesso ritmo del trimestre precedente (+0,3%). Gli aumenti piu’ rilevanti – spiega la nota dell’Istat – si sono registrati nella spesa in beni non durevoli (+0,7%) e in quelli durevoli (+0,5%, in rallentamento rispetto ai trimestri precedenti) mentre le spese per i servizi sono risultate piu’ deboli (+0,2%). Anche la spesa delle amministrazioni pubbliche ha registrato un lieve incremento (+0,2%). In maggio e’ proseguito il calo di fiducia dei consumatori iniziato a gennaio. Nell’ultimo mese risultano in peggioramento le valutazioni sul clima economico e, in misura piu’ lieve, sul clima futuro.
Il mercato del lavoro mostra un andamento articolato nelle sue componenti. Ad aprile l’aumento degli occupati ha riguardato sia gli uomini (+0,3% su base congiunturale) sia, in misura minore, le donne (+0,1%. La crescita ha coinvolto i dipendenti a carattere permanente (+0,2%, 35 mila occupati in piu’), a fronte di una sostanziale stabilita’ di quelli a termine e ha riguardato anche gli indipendenti (+0,3%). Nello stesso mese, il tasso di disoccupazione ha ripreso ad aumentare (11,7%, un decimo in piu’ rispetto a marzo), come effetto dell’evoluzione della componente femminile: il tasso di disoccupazione delle donne e’ infatti cresciuto di cinque decimi di punto rispetto a marzo, toccando quota 12,8%. Tale andamento e’ legato alla crescita del numero di donne in cerca di occupazione (+4,2% in un mese) in corrispondenza di un calo delle inattive (-0,8%) che riflette, presumibilmente, un aumento dell’intensita’ nella ricerca di lavoro. Contempo-raneamente, il tasso di disoccupazione maschile ha proseguito la discesa, raggiungendo ad aprile il 10,8%, un decimo di punto in meno rispetto al mese precedente.