Si scalda il dibattito interno al Pd in vista della direzione di lunedi’. Il presidente DEL gruppo alla Camera, Rosato, accusa, “tra i dirigenti troppa timidezza nello spiegare le riforme”. “Il dibattito e’ aperto, penso ce ne sia bisogno” ha detto il presidente della regione Toscana. Duro il leader della Lega, “se Forza Italia dara’ mezzo aiutino al governo Renzi o salvera’ la poltrona di Renzi con la Lega ha finito per sempre”.
Si avvicina la direzione del Pd. Il segretario Renzi cerca di ricompattare il partito e la minoranza partendo intanto dalla promessa di una sua riorganizzazione interna. “C’e’ un pezzo del gruppo dirigente che ha timidezza nello spiegare le riforme. Naturalmente chi le condivide di meno le spiega di meno” avverte il presidente del gruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato. Il percorso di riorganizzazione interna del partito che potrebbe prendere il via dalla prossima direzione, dunque, potrebbe essere l’avvio di un percorso partecipato sui nuovi assetti interni che verrebbero sanciti all’Assemblea nazionale a luglio.
Il Presidente della Toscana Enrico Rossi rilancia la sua candidatura alla segreteria (“sto lavorando” ai comitati di sostegno dice), pensa ad un “ufficio politico per una gestione piu’ possibile unitaria del partito” e chiede “piu’ umilta’ e piu’ dialogo e politiche sociali e per il lavoro”. C’e’ bisogno – dice – di una “robusta iniezione di sinistra nel dibattito interno e nella posizione del Partito”.
Stefano Bonaccini,invece, ribadiscei: “Io credo che Renzi debba costituire un nuovo gruppo dirigente al vertice del partito e penso che lo fara’ nelle prossime settimane” e precisa che la questione non attiene tanto al fatto che “il premier sia anche segretario del suo partito, una formula che ricorre in tutta Europa. Il tema e’ avere vicino persone che si occupino di piu’ del partito”. Per Bonaccini “e’ giusto andare avanti sulle riforme, ma serve piu’ ascolto verso alcuni settori della societa’, come il pubblico impiego e la scuola”. “Pd e governo sono stati un corpo unico. Renzi ha shakerato un Paese lento e vecchio, facendo bene alcune cose. Ma il partito, che dovrebbe alimentare l’azione del governo, si e’ appiattito troppo. E cosi’ si e’ preso anche i demeriti dell’esecutivo” sostiene Francesco Boccia che lancia la sua proposta di anticipare il congresso del partito all’autunno rinviano il referendum costituzionale: “se non passa cosa facciamo? Io votero’ si’, ma se non dovessimo farcela lasciamo a ottobre l’Italia senza un governo e una legge di bilancio?”.