Una roadmap che se pure e’ una buona piattaforma per andare avanti, tuttavia non risponde alle aspettative quanto a concretezza. Il presidente della Commissione Ue Juncker pungola da Strasburgo i governi dopo il vertice di Bratislava , sottolineando che ‘l’ ambizione e’ quella di salvare la Ue’. Bisogna mettersi d’ accordo su risultati concreti, spiega, perche’ per avanzare non servono retorica, ma fatti. Quanto all’ accoglienza dei profughi, Juncker chiede di ‘lanciare un’ offensiva di investimenti per l’ Africa: 44 mld di euro che, se gli stati membri danno il loro contributo, diventano 88′. E aggiunge che l’ accordo con la Turchia funziona: si e’ scesi da 10mila a 85 ingressi al giorno in Grecia.
Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, chiede piu’ concretezza nell’agenda dell’Unione europea alla vigilia della messa in opera della Guardia costiera e di frontiera dell’Ue. La conclusione del vertice Ue a Bratislava, ha detto oggi Juncker parlando durante la plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo, “non risponde alle mie aspettative”. Secondo Juncker la dichiarazione finale adottata a Bratislava “non e’ sufficientemente concreta. Come Commissione – ha aggiunto – avremmo proposto un’agenda che tutti avrebbero dovuto rispettare”. A parere del presidente della Commissione, comunque, “la dichiarazione di Bratislava e’ una buona piattaforma per andare avanti”. A Bratislava diversi paesi, in particolare quelli di Visegrad (V4: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia), avevano proposto che lo schema per i ricollocamenti dei migranti fosse effettuato non su base vincolante ma volontariamente dagli stati membri dell’Ue.
Posizione verso cui c’era stata un’apertura da parte del presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz: “Sono fra quanti ritengono – aveva detto a Bratislava – che una soluzione su base vincolante non funzioni, ma che sia necessaria una soluzione su base volontaria”. Il concetto di “solidarieta’ volontaria” non piace alla Commissione, che nel 2015 aveva messo a punto un piano ambizioso per la redistribuzione delle quote dei migranti su base vincolante da Italia e Grecia. Il vicepresidente della Commissione Ue, Franz Timmermans, prendendo parola dopo Juncker oggi a Strasburgo, ha scartato l’idea di solidarieta’ flessibile. “Tutti devono fare il possibile”, ha spiegato Timmermans, sottolineato che “non saranno i muri a risolvere i problemi” dell’Unione.
A difendere le conclusioni del vertice di Bratislava, oggi a Strasburgo, il segretario di stato al ministero degli Esteri della Slovacchia, Ivan Korcok, il quale ha ricordato che sara’ proprio la presidenza della Slovacchia a inaugurare la Guardia costiera e di frontiera Ue. “La presidenza slovacca – ha osservato Korcok – ritiene una priorita’ rendere operativa la guardia di frontiera Ue”. Resta un fatto: al termine del vertice di Bratislava, che avrebbe dovuto rilanciare il progetto europeo, l’Ue e’ rimasta divisa su alcuni dei temi ritenuti essenziali, a partire da immigrazione e politica economica. Juncker oggi ha difeso le proposte messe a punto dalla Commissione. “La Bulgaria – ha detto – puo’ contare sull’aiuto dell’Unione europea”.