MA IL PROF VOTA ‘INSIEME’. RENZI, NON BASTA UOMO SOLO
Romano Prodi ‘incorona’ Paolo Gentiloni: ‘lavora per l’Italia che vogliamo: sana, forte, rigorosa’. Poi sul centro-sinistra: ‘abbiamo bisogno di una coalizione di centrosinistra forte per due valori: lotta alla disuguaglianza e Europa’. Gentiloni: ‘tra radici e visione globale, Romano e’ un leader cui ispirarsi’ e poi l’appello: ‘Pd unica possibilita’ governo serio e stabile’. Renzi ammette, ‘ho imparato, anche da miei errori, che non basta una sola persona a trainare il carro’. Pietro Grasso possibilista sull’ipotesi di Grande coalizione, ‘ma solo se saranno condivisi i nostri temi’.
Il sogno dell’Ulivo non e’ tramontato. Il progetto di tenere unite tutte le anime riformiste (anche quelle che hanno preso strade diverse) deve rimanere inalterato. E ogni mezzo per portare voti alla coalizione deve essere sfruttato. Nella sua Bologna Romano Prodi, dopo un’assenza durata nove anni, torna a parlare in un’assemblea politica per rilanciare il suo pensiero: la coalizione di centrosinistra deve essere forte perche’ “questo – dice – e’ il momento in cui si decide il futuro del Paese”. L’ex presidente del consiglio partecipa al lancio di Insieme, la lista coalizzata con il Partito democratico formata dal Partito socialista di Riccardo Nencini, dai Verdi di Angelo Bonelli e da Area civica di Giulio Santagata (prodiano di ferro). Un raggruppamento che porta avanti, sostiene, “la logica che era il mio sogno, quello di mettere insieme i diversi riformisti”.
Una dichiarazione di voto che, se puo’ essere letta come una presa di distanza dal Partito democratico di Renzi, lancia anche la volata a un movimento che portera’ comunque consensi a largo del Nazareno. I voti a Insieme – secondo le regole del Rosatellum – confluiranno infatti al Pd se supereranno la soglia dell’1%, altrimenti andranno dispersi. La ‘discesa in campo’ di Prodi sara’ dunque utile sia per Insieme (se arrivera’ al 3% suoi candidati potranno accedere in Parlamento) che per la coalizione, e anche per rinsaldare quel concetto di unita’ tanto caro all’ex presidente del Consiglio che non dimentica neppure la piaga dell’astensionismo, ago della bilancia per il voto del 4 marzo. “Sono qui perche’ ritengo queste elezioni di una importanza particolare con questo allontanamento dei cittadini dai partiti”, ammette infatti dal palco.
All’appuntamento di Bologna partecipa anche Paolo Gentiloni al quale Prodi esprime affetto e stima. Ricordando lo slogan della campagna elettorale del 2006 (‘La serieta’ al governo’), il Professore elogia il premier: “Paolo sta rappresentando questo obiettivo: la serieta’ al governo, lo voglio ringraziare per il lavoro che sta facendo in un momento difficile, in cui abbiamo bisogno di mostrare un Paese sereno, con idee chiare, che riconosce i propri limiti e i propri meriti in Europa”. Prodi si rivolge anche agli “amici che sbagliano”. Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema, confluiti in Liberi e uguali dopo l’addio al Pd. E con parole che suonano come un ennesimo appello (magari con lo sguardo rivolto a dopo il voto del 4 marzo) ribadisce: “Nei giorni scorsi mi sono pronunciato in modo sfavorevole verso gli amici della scissione, amici cari, ma che hanno indebolito fortemente questo disegno. E’ importante che la coalizione di centrosinistra sia unita. Serve un contributo plurale per la vittoria comune”.
Renzi, chi sceglie Berlusconi vota la Lega
“Chi, in questo giro, vota Berlusconi, soprattutto al Sud, deve sapere che non vota Berlusconi, ma Salvini. In passato il rapporto tra Forza Italia e la Lega era diverso. Oggi abbiamo due leader del centrodestra che competono tra di loro. E mentre Salvini e’ spendibile per Palazzo Chigi, Berlusconi non lo e’ piu'”. Lo afferma il segretario del Pd, Matteo Renzi, in un’intervista al Mattino. “Quello che accadra’ dopo il 5 marzo non sono in grado di decifrarlo finche’ non vedo i risultati. Penso, pero’, che per l’Italia resti fondamentale che il Pd sia il primo partito”, dichiara Renzi, che assicura: “Non faremo alleanze con gli estremisti. Questa e’ l’occasione per seguire il suggerimento che a suo tempo diede il grande Indro Montanelli: Turatevi il naso e votate Pd. In molti casi non c’e’ neanche bisogno di turarsi il naso, perche’ i candidati sono ottimi”. Il dibattito sulla Grande Coalizione, “e’ fuori tempo e fuori luogo. Ci sono dei Paesi dove si e’ fatta la Grande Coalizione e non sono pochi, a cominciare dall’esempio piu’ eclatante, la Germania”, osserva Renzi. “L’Italia stessa viene da una Grande Coalizione che poi e’ diventata una Media Coalizione e una Piccola Coalizione. Pero’, in campagna elettorale, l’obiettivo che abbiamo e’ quello di portare piu’ in alto possibile il Pd. Tutto il resto viene dopo”. “Io ho un obiettivo: quello di fare del Pd il primo partito in Italia e numericamente il primo gruppo parlamentare”, rimarca Renzi, secondo cui il Pd e’ l’unico ad arginare la deriva populista. Il segretario si dice “molto contento della fiducia di cui gode il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni”. Con Emma Bonino “non ho nessun problema, solo idee diverse, tant’e’ che non siamo nello stesso partito. Spero che le liste Insieme, +Europa della Bonino e Civica Popolare facciano la loro partita. Non c’e’ nessuna rivalita’ nella coalizione”. In merito al candidato premier, “non e’ contemplato da questa legge, purtroppo. Il compito di designarlo spetta al Presidente della Repubblica. Il segretario, invece, lo scelgono le Primarie”, chiosa Renzi. L’ex premier conferma il garantismo sul caso di Roberto De Luca. Il fratello Piero De Luca “sta facendo una campagna elettorale molto seria”, e “nessuno puo’ negare che Vincenzo De Luca sia uno dei pochi amministratori straordinari di questa terra”.