Il conflitto in Medio Oriente entra in una fase di estrema violenza. Mentre un “diluvio di bombe” si abbatte sull’Iran, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rotto gli indugi annunciando la distruzione pressoché totale delle capacità belliche di Teheran. «La loro difesa aerea, l’aviazione e la marina sono state annientate. Ora chiedono di negoziare, ma è troppo tardi», ha dichiarato il Commander-in-chief dalla Casa Bianca, segnando la fine di ogni spiraglio diplomatico.
Obiettivo “decapitazione”: giallo sul palazzo di Qom
Il cuore dell’offensiva aerea, condotta in coordinamento con le forze israeliane (IDF), avrebbe mirato direttamente ai vertici del potere teocratico. Un raid avrebbe colpito a Qom il palazzo dove era riunita l’Assemblea degli Esperti, l’organo incaricato di eleggere la nuova Guida Suprema. Sebbene fonti d’intelligence parlino di un tentativo di “decapitare” il regime, i media ufficiali iraniani smentiscono il successo dell’operazione, affermando che la sede era stata evacuata poco prima dell’impatto.
Diplomazia in fiamme e ritorsioni nel Golfo
La risposta iraniana non si è fatta attendere, spostando il miraggio del conflitto sulle sedi diplomatiche occidentali. Missili sono stati lanciati contro l’ambasciata statunitense a Riad, mentre Washington ha ordinato l’evacuazione immediata delle rappresentanze in Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. Contemporaneamente, sul fronte nord, le truppe di terra israeliane hanno ufficialmente varcato il confine con il Libano.

Scontro totale con gli alleati: Trump attacca Londra e Madrid
Il Presidente americano non ha risparmiato critiche durissime agli alleati europei “poco collaborativi”. Durante un bilaterale nello Studio Ovale con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz – che ha mantenuto un profilo basso confermando la sintonia tra Berlino e Washington – Trump ha scagliato i suoi strali contro Spagna e Gran Bretagna:
- Spagna: Accusata di non aver concesso l’uso delle basi, Madrid è sotto minaccia di un blocco totale degli scambi commerciali. «La Spagna non ha una grande leadership», ha rincarato Trump, puntando il dito contro il mancato adeguamento della spesa Nato al 5% del Pil.
- Regno Unito: Definita «molto poco collaborativa», Londra è stata sbeffeggiata per la gestione della base di Diego Garcia. «Questa non è l’epoca di Churchill», ha sentenziato il tycoon.
Petrolio e scenari futuri
Trump ha ammesso che il conflitto spingerà i prezzi del greggio verso l’alto nel breve periodo, ma ha rassicurato gli americani prevedendo un crollo dei costi energetici «a livelli mai visti prima» una volta terminata la campagna militare. Resta tuttavia l’incognita sul “dopo-regime”: lo stesso Presidente ha ammesso che le figure individuate come possibili nuovi leader sono state uccise nei raid e che lo scenario peggiore sarebbe una successione altrettanto ostile.
Crimini di guerra: l’ONU apre un’inchiesta
Mentre Teheran celebra i funerali di migliaia di studentesse rimaste uccise nel bombardamento di una scuola nel sud del Paese, la comunità internazionale reagisce con orrore. Le Nazioni Unite hanno chiesto l’apertura immediata di un’inchiesta per accertare la sussistenza di crimini di guerra, mentre le piazze iraniane ribollono di rabbia e dolore.