DI MAIO PUBBLICISTA, ORDINE CAMPANIA VALUTERA’ SUA POSIZIONE
La Federazione nazionale della stampa italiana ha organizzato per oggi flash mob nelle piazze dei capoluoghi di regione per dire “basta attacchi ai giornalisti” e “giu’ le mani dalla informazione”. Ieri anche Mattarella ha sottolineato “il grande valore della liberta’ di stampa”. L’Ordine dei giornalisti della Campania si riunira’ intanto in settimana per valutare la posizione di Di Maio, iscritto nell’elenco dei pubblicisti. Per Mattarella la libertà di stampa ha “un grande valore” perché “anche leggendo cose che non si condividono, anche se si ritengono sbagliate, consente e aiuta a riflettere.
L’attacco ai giornalisti e alla stampa in generale (“infimi pennivendoli, puttane”), portato dal Movimento 5 Stelle – attraverso le parole di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista – dopo l’assoluzione in primo grado del sindaco di Roma Virginia Raggi per falso ideologico viene respinto dalle istituzioni, a cominciare dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi in piazza i giornalisti italiani con flash mob in tutte le città dalle 12 alle 13, promossi da Fnsi e Ordine dei Giornalisti. Per Mattarella la libertà di stampa ha “un grande valore” perché “anche leggendo cose che non si condividono, anche se si ritengono sbagliate, consente e aiuta a riflettere. Al mattino – ha aggiunto – come prima cosa leggo i giornali: le notizie e i commenti, quelli che condivido e quelli che non condivido, e forse questi secondi per me sono ancora più importanti. Perché è importante conoscere il parere degli altri, le loro valutazioni”.
Il presidente della Camera Roberto Fico, ha ricordato che “c’è la Costituzione” e che “la libertà di stampa è tutelata e sarà tutelata fino alla fine”.Rocco Casalino, portavoce del premier Giuseppe Conte, ha sostenuto l’attacco di Luigi Di Maio. “Io più che porre l’attenzione sul linguaggio” dei giornalisti – ha detto – “porrei l’attenzione sulla critica che fanno. C’è quasi una sorta di propaganda partitica da parte di alcuni giornali ed è giusto che Di Maio come capo politico e Di Battista come libero cittadino lo possano denunciare. Con un linguaggio forte”.
Matteo Salvini precisa la sua posizione: “Io faccio il giornalista – ha detto ieri – e apprezzo la libertà di pensiero e di critica” e quindi “solidarizzo con chi fa bene il suo lavoro ma non con quelli che applicano il pregiudizio e non la notizia”. Perchè “a volte non c’è informazione ma pregiudizio da cinque mesi contro questo governo, contro la Lega e contro di me”.
Elisabetta Casellati, presidente del Senato, sostiene che le fake news ormai sono “una vera e propria arma politica”. Aggiungendo però che il “giornalismo parlamentare ha rappresentato nella nostra storia nazionale” un “pilastro della democrazia liberale”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Parlamento Ue, e giornalista, Antonio Tajani, che si è detto “fiero di essere un giornalista” e di “non condividere le vergognose affermazioni, gli insulti rivolti ai giornalisti da esponenti del governo italiano. Difendo la libertà di stampa in tutta Europa”.
Dura la reazione del presidente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai, Alberto Barachini (FI) secondo il quale “le accuse ai giornalisti formulate negli ultimi giorni da diversi esponenti del Movimento Cinque Stelle sono infamanti e non possono essere accettate in una moderna democrazia”. Tali accuse, ha aggiunto, “acquistano una particolare gravità se provenienti da soggetti che rivestono cariche governative”.
Sulla stessa linea di Barachini è il collega di partito Giorgio Mulè, deputato e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato. “Affermare e confermare senza vergogna che la stragrande maggioranza dei giornalisti sono ‘Infimi sciacalli, cani da riporto di mafia capitale, inviati speciali del potere costituito, corrotti intellettualmente e moralmente’ – ha rilevato – significa bestemmiare l’articolo 21 della Costituzione, equivale a pronunciare una minaccia che ci riporta per assonanza e identità di espressione al baratro della barbarie che appartiene alla feccia dell’umanità e cioè a mafiosi e camorristi”.
Per il Pd il capogruppo al Senato Andrea Marcucci ha raccontato che “il capogruppo M5S di Palermo Ugo Forello critica Di Maio per le offese ai giornalisti. Dopo 24 ore viene immotivatamente rimosso. Chi dissente è fuori. I Cinque Stelle fondamentalmente sono una setta, tra le più rigide ed impenetrabili”.
Il presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, al quale è iscritto come pubblicista Di Maio ha assicurato che sulle dichiarazioni rilasciate dopo l’assoluzione del sindaco di Roma “seguiremo la normativa vigente e dopo le numerose segnalazioni giunte gli atti saranno trasmessi al Consiglio disciplina regionale, così come previsto dalle norme”. L’Associazione della stampa parlamentare, dal canto suo, “crede che una società sana e democratica abbia come fondamento un’informazione libera. Gli attacchi alla stampa, da qualsiasi parte politica arrivino, non possono che rafforzare queste nostre idee e convinzioni. Ciò riguarda tutti i giornalisti ma soprattutto chi, come noi in tale frangente, è particolarmente esposto a questo genere di attacchi che hanno ormai superato ogni limite di volgarità, sconfinando dal terreno della normale critica. Il fatto che arrivino da esponenti con responsabilità di governo rendono questi episodi ancora più gravi”.