I jihadisti dell’Isis hanno riconquistato Palmira nonostante i miliziani fossero stati costretti nella notte a ritirarsi dai bombardamenti dell’aviazione russa. Il governatore ha confermato che la citta’ dopo nove mesi e’ caduta di nuovo in mano ai jihadisti. Il Papa all’Angelus e’ tornato a chiedere la pace per la Siria: ‘Sono vicino, soprattutto nella preghiera, alla gente di Aleppo. Purtroppo ci siamo abituati alla guerra, che e’ un cumulo di soprusi e di falsita”.
Combattenti dello Stato Islamico sono nuovamente entrati nell’antica città siriana di Palmira per la prima volta da quando ne furono cacciati in marzo. Lo afferma l’Osservatorio siriano per i diritti umani. L’avanzata dello Stato Islamico giunge dopo che gli uomini del califfato hanno lanciato ieri un’offensiva militare contro le forze militari del governo siriano per riconquistare PALMIRA.
“L’Is è entrato oggi a Palmira e ora ne occupa la parte nord ovest”, ha detto Rami Abdel Rahman dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, aggiungendo che “vi sono combattimenti con l’esercito nel centro della città”. Anche il gruppo di attivisti del Collettivo di Co-ordinamento di Palmira, riferisce la Bbc, conferma il ritorno dell’Is in questa città del centro della Siria. Secondo il Collettivo, l’Is ha preso il controllo del deposito militare e degli strategici distretti nord e ovest, dopo aver conquistato negli ultimi tre giorni postazioni governative, pozzi petroliferi e alture che circondano Palmira. Durante i dieci mesi in cui occupò Palmira, l’Is aveva distrutto numerosi monumenti del sito archeologico della città, patrimonio mondiale dell’Unesco. Particolare orrore aveva suscitato la decapitazione dell’ex responsabile del sito, l’82enne Khaled Asaad. Le forze di Damasco avevano ripreso Palmirain marzo grazie all’appoggio dei militari russi. Il ritorno dello Stato Islamico avviene mentre l’esercito regolare e le forze russe sono impegnati nella riconquista di Aleppo.
“Faccio appello all’impegno di tutti, perché si faccia una scelta di civiltà: no alla distruzione, sì alla pace, sì alla gente di Aleppo e della Siria”. E’ il messaggio che ha lanciato oggi PAPA Francesco dopo l’Angelus ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per celebrare la terza domenica di Avvento. “Ogni giorno sono vicino – ha sottolineato Bergoglio – soprattutto nella preghiera, alla gente di Aleppo. Non dobbiamo dimenticare che Aleppo è una città, che lì c’è della gente: famiglie, bambini, anziani, persone malate… Purtroppo ci siamo ormai abituati alla guerra, alla distruzione, ma non dobbiamo dimenticare che la Siria è un Paese pieno di storia, di cultura, di fede. Non possiamo accettare che questo sia negato dalla guerra, che è un cumulo di soprusi e di falsità”. E ha invitato a pregare “per gli efferati attacchi terroristici che hanno colpito diversi Paesi” e contro i quali la sola arma “è la fede”.