Papa Francesco ha espresso il suo dolore per l’attentato alla Cattedrale Copta del Cairo e per quelli che da sabato hanno insanguinato altri Paesi, come le stragi di Istanbul, in Turchia, e gli altri attacchi in Somalia e Nigeria. “Unica la violenza”, ha scandito il Pontefice, “unica anche la risposta di fede in Cristo e il rifiuto della violenza”.
Francesco ha dunque esortato a “pregare per le vittime di alcuni efferati attentati terroristici che nelle ultime ore hanno colpito diversi luoghi”. Per il Papa, dunque “unica e’ la violenza che semina morte e distruzione. Cosi’ come unica e’ la risposta: unita’ nei valori umani e civili”. Il Papa ha infine voluto esprimere “particolare vicinanza al mio caro fratello Tawadros II e alla sua comunita’. Preghiamo per i morti e i feriti”.
“Essere catechista e’ una cosa bellissima, un applauso ai catechisti”. Cosi’ Papa Francesco ha commentato la beatificazione a Vientiane, in Laos, di Mario Borzaga, sacerdote italiano dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, Paolo Thoj Xyooj, fedele laico catechista e di quattordici compagni uccisi in odio alla fede. “La loro eroica fedelta’ a Cristo possa essere – ha detto – di incoraggiamento e di esempio ai missionari e specialmente ai catechisti, che nelle terre di missione svolgono una preziosa e insostituibile opera apostolica, per la quale tutta la Chiesa e’ loro grata. Saluto con affetto tutti voi, cari pellegrini provenienti da vari Paesi”.
“Dio e’ entrato nella storia per liberarci dalla schiavitu’ del peccato; ha posto la sua tenda in mezzo a noi per condividere la nostra esistenza, guarire le nostre piaghe, fasciare le nostre ferite e donarci la vita nuova”. Papa Francesco ha spiegato cosi’ il messaggio dell’Avvento nel breve discorso che ha preceduto l’Angelus. “Il Natale – ha aggiunto – e’ vicino, i segni del suo approssimarsi sono evidenti per le nostre strade e nelle nostre case; anche qui in Piazza e’ stato posto il presepio con accanto l’albero”. Danno gioia “questi segni esterni ci invitano ad accogliere il Signore che sempre viene e bussa alla nostra porta; ci invitano a riconoscere i suoi passi tra quelli dei fratelli che ci passano accanto, specialmente i piu’ deboli e bisognosi”. “Se un cristiano non ha la gioia – ha sottolineato il Papa – gli manca qualcosa. Siamo invitati a gioire per la venuta imminente del nostro Redentore; e siamo chiamati a condividere questa gioia con gli altri, donando conforto e speranza ai poveri, agli ammalati, alle persone sole e infelici”.
“Oggi – ha ricordato Papa Bergoglio – celebriamo la terza domenica di Avvento, caratterizzata dall’invito di san Paolo: ‘Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore e’ vicino'”. “Non e’ – ha spiegato – un’allegria superficiale o puramente emotiva, e nemmeno quella mondana o del consumismo, ma si tratta di una gioia piu’ autentica, di cui siamo chiamati a riscoprire il sapore. E’ una gioia che tocca l’intimo del nostro essere, mentre attendiamo Colui che e’ gia’ venuto a portare la salvezza al mondo, il Messia promesso, nato a Betlemme dalla Vergine Maria”. Francesco ha poi osservato che nelle letture della messa odierna, “Isaia parla di deserto, di terra arida, di steppa: il profeta ha davanti a se’ mani fiacche, ginocchia vacillanti, cuori smarriti, ciechi, sordi e muti. E’ il quadro di una situazione di desolazione, di un destino inesorabile senza Dio. Ma finalmente la salvezza e’ annunciata: ‘Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, Egli viene a salvarvi’. E subito tutto si trasforma: il deserto fiorisce, la consolazione e la gioia pervadono i cuori. Questi segni annunciati da Isaia come rivelatori della salvezza gia’ presente, si realizzano in Gesu’: ‘I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano’. Non sono parole, sono fatti che dimostrano come la salvezza, portata da Gesu’, afferra tutto l’essere umano e lo rigenera”. La Vergine Maria, la ‘serva del Signore’, ci aiuti ad ascoltare – ha poi concluso il Pontefice – la voce di Dio nella preghiera e a servirlo con compassione nei fratelli, per giungere pronti all’appuntamento con il Natale, preparando il nostro cuore ad accogliere Gesu'”.