CALENDA IN PARLAMENTO, ‘FERMI SU STX, ISTRUTTORIA SU VIVENDI’
‘Applicheremo con intransigenza le regole sulla golden share e proporremo una norma antiscorrerie per le aziende quotate’. E’ il monito alla Francia del ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, che riferisce alla Camera sul caso Fincantieri-Stx. Il primo esempio di intransigenza, la decisione del governo di avviare un’istruttoria su Tim per verificare gli assetti e gli obblighi di Vivendi. Su Stx, ‘il governo manterra’ la linea della fermezza, ma terra’ sempre aperto il dialogo con Parigi. Ci sono tutte le condizioni per trovare un accordo’, dice Calenda.
Su Tim ‘facciamo quello che il Governo deve fare: applicare le regole che esistono e abbiamo chiesto a Palazzo Chigi di verificare se c’e’ l’obbligo di notifica sull’attivita’ di direzione e coordinamento da parte di Vivendi’. Il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, commenta cosi’, interpellato nel Transatlantico della Camera a margine della sua informativa su Fincantieri-Stx, l’iniziativa adottata dall’Esecutivo in vista di un eventuale esercizio del cosiddetto ‘golden power’. Ai cronisti che gli chiedono se l’obiettivo e’ una sanzione, il ministri ha risposto: ‘Vediamo cosa dice il Comitato e da li’ valuteremo’. Calenda ha comunque puntualizzato: ‘Questa cosa non ha nulla a che fare con la questione Fincantieri’.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha avviato un’istruttoria per individuare eventualmente i presupposti per esercitare la golden share su Tim. “La presidenza del Consiglio – si legge in un comunicato diffuso solo sul sito del Governo – ha ricevuto una nota, datata 31 luglio nella quale il Ministro dello Sviluppo Economico (Carlo Claenda, ndr) ha sollecitato una pronta istruttoria da parte del gruppo di coordinamento all’interno della Presidenza del Consiglio al fine di valutare la sussistenza di obblighi di notifica e, piu’ in generale, l’applicazione del decreto legge 21 del 2012” sui poteri speciali in settori strategici, “in relazione al comunicato stampa del 28 luglio di Tim. Nel comunicato in questione erano state rese note alcune tematiche di corporate governance affrontate dal Consiglio di Amministrazione di Tim ed, in particolare, la presa d’atto dell’inizio dell’attivita’ di direzione e coordinamento da parte di Vivendi”.
IL PUNTO – Nel caso Stx-Fincantieri emerge un nuovo attore, Tim. Se finora la società, la cui quota di maggioranza relativa è nelle mani dei francesi di Vivendi – il gruppo guidato da Vincent Bollorè, ha una quota del 23,98% del capitale – era rimasta sullo sfondo, oggi il governo italiano ha deciso di volerci vedere chiaro dopo che la Francia ha stoppato l’acquisizione dei cantieri navali di Saint-Nazaire da parte di Fincantieri. Il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, ha annunciato di voler essere intransigente nell’uso del golden power e se necessario di rafforzare le regole. “Applicheremo con intransigenza le norme in vigore sulla golden share e proporremo una norma anti-scorrerie per le aziende quotate. Un paese serio agisce attraverso le regole e se la situazione lo richiede possono essere rafforzate”, ha detto Calenda mentre qualche ora prima Palazzo Chigi annunciava l’avvio di istruttoria sull’applicazione del golden power proprio su sollecitazione del Mise. Tim è infatti tra le società di rilevanza strategica nel settore delle comunicazioni per la sua rete cui si aggiunge Sparkle, la società con 560mila chilometri di cavi sottomarini che attraversano il mediterraneo fino agli Usa. Dopo il consiglio di amministrazione di venerdì scorso infatti insieme ai conti semestrali il gruppo francese, azionista di Tim da poco meno di tre anni, ha reso noto di avere “la direzione e il coordinamento” di Tim. Che di fatto nelle parole dello stesso presidente esecutivo, Arnauld de Puyfontaine, ora amministratore delegato ad interim, vuol dire che il gruppo “non si limiterà ad essere il primo azionista”. Ed è proprio su questo aspetto che è intervenuto il ministro Calenda sollecitando una istruttoria da parte del gruppo di coordinamento all’interno della Presidenza del Consiglio per valutare la sussistenza di obblighi di notifica e, più in generale, l’applicazione del decreto-legge” sul golden power in relazione a quanto comunicato da Tim venerdì scorso. Uno dei punti del decreto sul golden power prevede infatti che il governo possa esercitare la sua “opposizione all’acquisto, a qualsiasi titolo, di partecipazioni in un’impresa” strategica “da parte di un soggetto diverso dallo Stato italiano, enti pubblici italiani o soggetti da questi controllati, qualora l’acquirente venga a detenere, direttamente o indirettamente, anche attraverso acquisizioni successive, per interposta persona o tramite soggetti altrimenti collegati, un livello della partecipazione al capitale con diritto di voto in grado di compromettere nel caso specifico gli interessi della difesa e della sicurezza nazionale”. Nel suo intervento in aula alla Camera sul caso Fincantieri-Stx Calenda ha sottolineato che “il nostro paese deve rafforzare i meccanismi di difesa da comportamenti scorretti e da quelli predatori. Una linea di fermezza che il ministro ha ribadito di voler mantenere anche per Fincantieri, pur lavorando per arrivare a un accordo in vista del vertice franco-italiano del 27 settembre a Lione. “Da qui fino a settembre manterremo la linea della fermezza”. Per Calenda va bene allargare la partnership a Naval Group “ma ciò non fa venire meno la necessità di rispettare i patti per Stx France. Serve fiducia reciproca e non può esserci fiducia senza rispetto degli impegni presi. Manterremo la linea di fermezza. La maggioranza e nulla di meno”. Tutto questo mentre tornano in auge discorsi sullo scorporo della rete Telecom, un tabù che lo stesso de Puyfontaine ha infranto dicendosi pragmatico e aperto anche a ragionare di ipotesi di una fusione con Open Fiber, la società della fibra al 50% Enel e al 50%