Le opposizioni accusano il premier di ‘aizzare la speculazione’ (Brunetta, Fi), ‘minacciare gli italiani’ (Fratoianni, SI) e di essere ‘la vera causa della instabilita” (Toninelli, M5s). ‘La stabilita’ e’ essenziale per fare buone riforme’, dice il governatore della Bce Mario Draghi alla giornata in memoria di Carlo Azeglio Ciampi al Tesoro.
Lo Spread tra il Btp e il Bund chiude a 176 punti base, in deciso rialzo da 171 di venerdi’. Il differenziale e’ comunque rallentato dopo aver sfondato i 180 punti base. Il tasso pagato dal decennale italiano viaggia al 2,08%, da 2,02% di venerdi’.
Mentre i listini europei terminano la giornata in frazionale rialzo, Milano chiude le contrattazioni in calo dello 0,75%. Su Piazza Affari, secondo Vincenzo Longo, market strategist di Ig, “iniziano a farsi sentire i primi timori del referendum”. “A correre meno sono stati i titoli bancari italiani, che di solito in queste situazioni hanno sempre fatto meglio dei competitor europei. La causa di ciò potrebbe essere ascrivibile – osserva l’esperto – a una maggiore cautela da parte degli investitori in vista del referendum costituzionale che ci sarà tra poco meno di 3 settimane. Una circostanza questa emersa sul comparto governativo già sul finire della scorsa settimana e proseguita stamane, con il rendimento sul decennale che ha allungato sopra al 2%, raggiungendo i livelli che non si vedevano da giugno 2015, al 2,23%”. Per Longo “il termometro più preciso al momento sembra essere costituito dallo spread Roma-Madrid, che stamane è arrivato a 55 punti base, massimi da inizio 2012. Storia della giornata rimane Monte dei Paschi di Siena (+11,4%), che da metà seduta è stata oggetto di forti acquisti in scia alla speculazione legata al piano di conversione di bond in discussione nel Cda odierno”.