“Ci sono tutte le premesse per un bellissimo 2019 e per gli anni a venire. L’Italia ha un programma di ripresa incredibile. C’è tanto entusiasmo e tanta fiducia da parte dei cittadini e c’è tanta determinazione da parte del governo”. Il premier Conte non nasconde il suo entusiasmo in un’intervista a Povera Patria, programma di Rai2. Nonostante i dati forniti dall’Istat che evidenziano come il nostro Paese sia in recessione tecnica (nel quarto trimestre del 2018 il Prodotto interno lordo (Pil) è diminuito dello 0,2%, facendo registrare il secondo trimestre consecutivo di calo dopo il -0,1% del periodo luglio-settembre).
Il presidente del Consiglio ha sostenuto che il reddito “contribuirà senz’altro, per come lo abbiamo progettato, a incrementare l’occupazione e anche la crescita. È uno strumento di lotta alla povertà ma non solo. Contribuirà a realizzare una riforma profonda delle politiche attive del lavoro. Ieri i dati Istat ci hanno offerto segnali di miglioramento per quanto riguarda il tasso occupazione: è un buon segno. Siamo fiduciosi che il trend possa continuare, sicuramente anche grazie al potenziamento dei centri per l’impiego su cui stiamo lavorando”.
Troppo ottimismo, fanno sapere da viale dell’Astronomia, sede della Confindustria: “l’Italia perde colpi ipotecando il 2019. I dati negativi in Italia nella seconda metà del 2018, aritmeticamente, contano molto nel calcolare la crescita annua del pil nel 2019: il ‘trascinamento’ è -0,2% – si legge nella Congiuntura Flash – E la dinamica a inizio 2019 sarà debole”, anche “se il pil risalisse dal 2° trimestre, è alta la probabilità di una crescita annua poco sopra lo zero”.