‘AUMENTO MEDIO 85 EURO’
La norma anti-furbetti funziona, ed e’ gia’ stata applicata ‘in decine di casi’ Lo assicura la ministra della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, che fa il punto con Rtl 102.5 sull’ accelerazione del procedimento disciplinare, ribattezzato ‘decreto sui licenziamenti lampo’. La ministra spiega anche che dopo anni si e’ pronti a firmare il nuovo contratto: gia’ sono state stanziate meta’ risorse, l’altra meta’ con la prossima legge di bilancio, per arrivare ad aumenti medi di 85 euro.
“Abbiamo affrontato il tema dei furbetti del cartellino ”senza una enfatica demonizzazione a fine di consenso, lo abbiamo affrontato con norme di buon senso equilibrate, abbiamo detto ‘Scusate, se io vedo con una prova schiacciante che un dipendente pubblico sta truffando, è normale che io debba aprire un procedimento disciplinare che magari dura quattro mesi e che poi magari ha un esito, il licenziamento, che viene annullato da un giudice perché in quei quattro mesi il procedimento disciplinare ha avuto un vizio formale’? Non è giusto perché la prova era schiacciante e l’errore c’era stato, quindi con una norma equilibrata abbiamo detto semplicemente che se è evidente che è sbagliato – a maggior ragione perché sei nella Pubblica Amministrazione e quindi lavori per la collettività e stai truffando tutti – io immediatamente devo fare in modo che tu abbia una sanzione ,che tu sia licenziato. Quello su cui siamo intervenuti è il lassismo nel sanzionare chi era aveva sbagliato evidentemente”. Il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia lo spiega in un’intervista a RTL 102.5 durante ”Non Stop News”. ”Noi in questo intervento normativo abbiamo detto che chi, a fronte di una prova schiacciante, non dà la sanzione, viene sanzionato. Quindi se il dirigente non licenzia il dipendente che è evidente che ha truffato, è il dirigente stesso che deve essere licenziato -continua Madia- Questa norma che vi ho sintetizzato sta funzionando, ci sono già decine di casi in cui è stata applicata e quindi la risposta è che, sì, sta già avvenendo, non avverrà”.
“Noi siamo pronti, dopo tanti anni, a firmare un nuovo contratto per i pubblici dipendenti”, ha detto il ministro per la Funzione pubblica, sottolineando che il governo Renzi ha fatto “quello che consentiva di firmare contratti, abbiamo semplificato la futura contrattazione, presentato un nuovo testo unico sul pubblico impiego che è fondamentale. Tutte queste cose ci porteranno a firmare presto un nuovo contratto”. Con i sindacati, ha ricordato, è stato fatto un percorso che ha portato all’accordo del 30 novembre per incrementi di 85 euro e la “metà” delle risorse sono state stanziate nella scorsa legge di Stabilità e “l’altra metà la metteremo nella prossima Stabilità per arrivare ad un aumento di 85 euro medi”.