DIFFIDA DEPUTATI DEM A USARE IL NOME MDP, PRONTI AL RICORSO
Dieci dirigenti del Pd di Caserta hanno inoltrato un ricorso alle commissioni di garanzia, denunciando ‘gravi irregolarita” nel tesseramento cittadino concluso ieri. Intanto, tre esponenti Dem hanno inviato una lettera di diffida a usare il nome ‘Democratici e progressisti’ agli uffici di Camera e Senato. Carbone, Aiello e Giudiceandrea rivendicano di aver presentato la lista per il Pd in Calabria nel 2014 con quel nome. Il loro avvocato si riserva di ricorrere alle autorita’ giudiziarie.
Dieci dirigenti del Pd di Caserta hanno inoltrato un ricorso alle commissioni di garanzia, denunciando “gravi irregolarita’” nel tesseramento cittadino, concluso ieri. I firmatari – tra cui il consigliere comunale Antonio Ciontoli e Giovanna Abbate, componente dell’ufficio adesioni – accusano il segretario cittadino, Enrico Tresca, di avere presentato da solo 189 iscritti (il 25 per cento del totale) “senza rendere noti i nomi, gli estremi identificativi e le quote di adesione”.
Il ricorso – spiega Maria Canzano, componente dimissionaria della segreteria del circolo Pd di Caserta – e’ stato inviato ieri alle commissioni di garanzia per il tesseramento provinciale, regionale e nazionale. Secondo i firmatari, la sera di martedi’ 28 febbraio, a chiusura dei lavori dell’ufficio adesioni del circolo, il segretario Tresca ha comunicato un numero di iscrizioni – 748 – superiore di 189 unita’ rispetto a quanto risultante alla chiusura dell’ultima giornata di tesseramento, spiegando di aver ricevuto richiesta “da parte di alcuni componenti istituzionali” dell’organizzazione di una ulteriore giornata di tesseramento. “Tale richiesta, presentata a conclusione del giorno 28, non poteva piu’ essere accolta”, scrivono i ricorrenti sottolineando che in tal modo, in extremis e “senza convocare alcun organismo”, “il segretario aveva raccolto da solo 189 iscrizioni”, il 25 per cento circa “di quelle avvenute regolarmente, in 11 giorni, nelle sedi indicate dall’ufficio adesioni”. Fatti “gravi” che, conclude il ricorso, sono avvenuti “in palese violazione delle normative e disattendendo la fiducia di tanti cittadini e simpatizzanti che hanno atteso in lunghe file per dare la loro adesione al Pd”.
“Spiace che qualcuno stia tentando di infangare il buon lavoro fatto sul tesseramento a Caserta e nel casertano, tentando, tra l’altro, di associarlo con le cose gravi che stanno succedendo altrove”, afferma Franco Mirabelli, commissario provinciale dem a Caserta. “Il comunicato firmato da dieci iscritti al Pd di Caserta usa l’argomento del tesseramento solo per fare battaglia politica, dato che non c’e’ nessun rilievo – prosegue il senatore Pd – che faccia pensare, o tanto meno dimostri, sia stato alterato il tesseramento stesso a Caserta. L’unica cosa grave di questa vicenda e’ un intervento irresponsabile – rimarca – che approfitta del clamore suscitato dalle vicende napoletane per sporcare il buon lavoro fatto da tutto il Pd casertano in queste settimane sul tesseramento”.