Arrivano i Nas all’ospedale di Nola dopo le denunce sui malati curati a terra. ‘Abbiamo preferito soccorrerli a terra piuttosto che non dargli assistenza’, ha spiegato il direttore sanitario. Aggiungendo che il nosocomio dispone di 15 barelle, 10 al pronto soccorso. ‘Una di quelle persone era in arresto cardiaco, la defibrillazione l’ha salvata’, ha detto. Il governatore della Campania De Luca ha chiesto che vengano avviate le procedure di licenziamento dei responsabili del Pronto Soccorso e del presidio ospedaliero. Sospesi tre dirigenti.
I carabinieri del Nas inviati dalla ministra della Salute Lorenzin all’ospedale di Nola dopo le denunce sulle condizioni in cui sono stati accolti, curati a terra, alcuni malati. “Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza – spiega il direttore sanitario -. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso. E riferisce che c’e’ stato un iper-afflusso fra sabato e domenica, a causa anche delle strade ghiacciate, ma ora si sta tornando verso la normalita’. “Una di quelle persone era in arresto cardiaco, la defibrillazione l’ha salvata”, sottolinea.
Dopo un video pubblicato sui social network, che ha fatto il giro del web e delle tv sui disagi all’interno dell’Ospedale di Nola, nel napoletano, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha disposto un’ispezione al Santa Maria della Pieta’ e dalle 10.30 di stamattina i carabinieri del Nas sono sul posto per accertare quanto accaduto. Secondo quanto mostrato dalle immagini, i pazienti sono stati curati su materassi e coperte appoggiate direttamente sul pavimento. La direzione sanitaria del nosocomio ha sottolineato che sabato c’e’ stata un’affluenza eccessiva e che i medici hanno preferito curare tutti anziche’ mandare a casa gli ammalati. In tanti, soprattutto politici, hanno lanciato l’allarme sulle condizioni di emergenza in cui versa l’ospedale di Nola. Il deputato di FI, Paolo Russo ha annunciato un’interrogazione parlamentare per “denunciare la scandalosa situazione degli ammalati adagiati a terra perche’ mancano letti e barelle”. Immediata anche la reazione di Noiconsumatori.it: “l’arrivo del gelo polare – si legge nella nota – fa esplodere negli ospedali cittadini e in provincia le carenze endemiche della sanita’ campana, in primo luogo il fenomeno dell’ospedale come ‘rifugio’ per i cittadini nelle condizioni piu’ disperate di vita, oltre che di salute in senso stretto. Ai mali storici della sanita’ in Campania si sommano le emergenze mai risanate, portando al collasso la situazione attuale in molti nosocomi dove, nonostante lo sforzo incessante del personale medico e paramedico, si puo’ arrivare a scene da terzo mondo”. “chiediamo l’intervento della magistratura per la punizione dei responsabili, di chi non e’ stato capace di far rispettare i diritti costituzionali e siamo pronti ad avviare una class action con le conseguenti richieste di risarcimento danni per le vittime e per i loro familiari, con azioni legali che non solo serviranno a fare giustizia per le vittime di tanto abbandono, ma saranno lo stimolo principale per costringere i rappresentanti delle istituzioni a mettere in campo un welfare e una sanita’ degni di un Paese civile”. intanto ieri sera, il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha avviato indagini interne per “una puntuale verifica dei fatti e per accertare tutte le responsabilita’”.
Un accesso “molto elevato” in ospedale a causa della diffusa influenza, fatto che ha determinato l’impegno delle barelle nei reparti del nosocomio. Questa la causa della situazione che si è venuta a creare nell’ospedale “Santa Maria della Pietà” di NOLA (Napoli), testimoniata in un video diffuso sul web e che, secondo le prime risultanze di un’inchiesta interna aperta dalla Asl Napoli 3 Sud, farebbe riferimento alla notte tra il 7 e l’8 gennaio. A spiegarlo all’Adnkronos è il direttore sanitario della Asl Napoli 3 Sud, Luigi Caterino, che assicura: “Il problema ora è risolto, c’è un’affluenza sostenuta ma gestibile. Ho contattato poco fa il 118 e la situazione attualmente è tranquilla. Abbiamo comunque chiaramente provveduto a stabilire subito l’acquisto di barelle”. Quella dei malati curati a terra nel pronto soccorso è stata quindi una situazione determinata dal fatto che “le barelle erano distribuite nei reparti perché in ospedale c’era un tasso di occupazione molto elevato, causato dalla diffusione massima dell’influenza in quei giorni e molti malati cronici sono arrivati in pronto soccorso. C’è stato un accesso molto elevato e le barelle erano impegnate”, conclude Caterino.