OK AL TAGLIA-FIRME, OSSERVATORI OSCE NELLE SEZIONI. STOP ALLE BUSTE PAGA IN CONTANTI, SALVATI GLI AMBULANTI. ULTIMI RITOCCHI ALLA MANOVRA
Nuovo slittamento dell’esame della Manovra nell’Aula della Camera. La discussione generale sulla legge di Bilancio avra’ inizio alle 9 di domattina. Le votazioni sono previste non prima delle 13: da allora ogni momento sara’ buono per porre la questione di fiducia. Via libera all’emendamento alla manovra presentato dal Pd per tagliare di un quarto l’obbligo della raccolta delle firme per i partiti non presenti in Parlamento. E viene ‘ammessa la presenza’ di osservatori internazionali dell’Osce presso gli uffici elettorali di sezione ‘in occasione di consultazioni elettorali o referendarie’. Fra le altre novita’ anche un nuovo rinvio per la piena entrata in vigore anche in Italia della direttiva Bolkestein sul commercio ambulante, lo stop alle buste paga in contanti, piu’ sgravi alle coop che assumono rifugiati.
In commissione gli ultimi ritocchi. Tra le novita’, un nuovo rinvio per la piena entrata in vigore anche in Italia della direttiva Bolkestein sul commercio ambulante, lo stop alle buste paga in contanti, piu’ sgravi alle coop che assumono rifugiati. Inoltre, e’ ‘ammessa la presenza’ di osservatori internazionali dell’Osce presso gli uffici elettorali di sezione ‘in occasione di consultazioni elettorali’. Via libera all’emendamento del Pd per tagliare di un quarto l’obbligo della raccolta delle firme per i partiti non presenti in Parlamento.
Sulla manovra non tornano i conti. Secondo quanto riferiscono fonti di governo nella lunga maratona notturna della commissione Bilancio della Camera sarebbero stati approvati alcuni emendamenti “scoperti”, cioè senza l’adeguata copertura finanziaria, creando un buco nel saldi complessivi del provvedimento. Sarebbe questo, quindi, il vero motivo dell’ulteriore rinvio dei lavori dell’Aula da stasera a domani mattina. Al governo serve, infatti, più tempo per mettere a punto un emendamento per compensare gli errati calcoli della notte. Una volta messo a punto la proposta ‘riparatrice’ il testo del disegno di legge, dopo l’avvio dei lavori dell’aula, dovrà tornare in commissione per approvare la correzione dei saldi. I tempi del via libera di Montecitorio, già strettissimi per via delle imminenti festività natalizie, rischiano di allungarsi ulteriormente rendendo più complicata l’approvazione definitiva in terza lettura al Senato prima di Natale.