La manovra da 24,5 miliardi approda sul tavolo del consiglio dei ministri con alcune novita’ dell’ultim’ora: la stabilizzazione di tremila medici e quattromila infermieri precari, a fronte di un aumento di un miliardo, e non due come atteso, del Fondo Sanita’. Crescita e coperture i nodi centrali, mentre si va definendo il pacchetto previdenziale da inserire nel bilancio 2017: tra i requisiti per anticipare la pensione, un reddito massimo di 1.350 euro e 30 anni di contributi. Norme al via dal primo maggio.
Ultime limature in corso per la Manovra da 24,5 miliardi. E, sul fil di lana, la sanita’ spunta lo sblocco del turnover con la possibilita’ di 7mila assunzioni di precari ma deve lasciare sul campo 1 dei 2 miliardi promessi di aumento del Fondo, che nel 2017 si fermera’ a 112 miliardi. La nuova legge di Bilancio scommette su una crescita che, finalmente, il prossimo anno dovrebbe toccare l’1% tondo. Ma che dovra’, inevitabilmente, passare sotto la lente di Bruxelles visto il passo piu’ lento del previsto sul fronte del risanamento dei conti. Il rapporto del deficit rispetto al Pil, infatti, oscilla tra il 2,2% e il 2,3% (rispetto al massimo di 2,4% di sforamento autorizzato dal Parlamento), ma non e’ escluso che l’asticella si possa fissare sul punto piu’ alto della forchetta. Soluzione che renderebbe piu’ agevole anche la chiusura del cerchio sulle coperture. Al momento mancherebbero infatti 3,5 miliardi, nel caso di deficit al 2,2%, mentre se si alzasse fino al 2,3% le risorse da trovare si ridurrebbero a un po’ piu’ di un miliardo e mezzo che potrebbero arrivare da ulteriori tagli.
La Manovra gioca principalmente la carta degli investimenti pubblici e privati (da ‘Industria 4.0′ ai bonus per le ristrutturazioni e la messa in sicurezza antisismica) per spingere il Pil. Strada indicata anche dalla Banca d’Italia perche’, sottolinea nel Bollettino economico Via Nazionale, un ritorno “ai ritmi di investimento osservati prima della crisi” rafforza sia la ripresa ciclica sia “la crescita potenziale di oltre mezzo punto percentuale”. Le coperture, indica sempre il Bollettino, meglio sarebbe trovarle in tagli strutturali della spesa pubblica. Proprio la spending review, peraltro, potrebbe lievitare rispetto ai 2,6 miliardi indicati dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nella tabella consegnata al Parlamento a inizio settimana. Per centrare l’obiettivo degli oltre 24 miliardi necessari per finanziare tutte le misure, infatti, il target dei tagli di spesa potrebbe aumentare, anche grazie alla riduzione (un mancato aumento, non un taglio vero e proprio) delle risorse a disposizione per la sanita’.
La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha provato a difendere fino all’ultimo il livello del Fondo sanitario nazionale, (che doveva arrivare a 113 miliardi nel 2017). Risorse aggiuntive, in effetti, ce ne saranno, ma ‘solo’ per 1 miliardo, con il quale fare fronte anche alla stabilizzazione di 3mila medici e 4mila infermieri (che gia’, comunque, sono una voce di costo per i servizi sanitari regionali). Ci fosse stata la possibilita’ di fare piu’ deficit la questione certo sarebbe stata piu’ semplice ma, come ha ricordato ancora una volta il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, per avere piu’ spazio per investire andrebbero cambiate “le regole del fiscal compact”. Una partita complessa da non aprire certo ora, mentre si sta ancora trattando per ottenere il via libera europeo – o almeno una sospensione del giudizio fino a primavera – a usare piu’ indebitamento di quanto gia’ concesso (+0,4 gia’ incorporato nel deficit programmatico al 2%). Invocando non piu’ le clausole di flessibilita’ ma quelle sugli eventi eccezionali, come il sisma del 24 agosto e l’emergenza migranti, ancora tutta da risolvere.
Ecco le principali misure: IMPRESE. TAGLIO IRES sara’ ridotta dal 27,5 al 24% – INCENTIVI PER ACQUISTO MACCHINARI INDUSTRIALI: confermato il superammortamento al 140% e l’iperammortamento al 250% per gli investimenti in innovazione. – PMI: rifinanziamento fondo centrale garanzia per 900 milioni. Arriva l’Iri, la nuova imposta sul reddito dell’imprenditore.
PENSIONI. NO TAX AREA: sara’ equiparata per tutti a quella dei lavoratori dipendenti (8.125 euro). – 14ESIMA: sara’ estesa a 3,3 milioni di pensionati. – APE (ANTICIPO PENSIONISTICO) PARTE DA MAGGIO: i lavoratori con 63 anni potranno andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima, con un prestito richiesto all’Inps e corrisposto da una banca. – APE SOCIAL: per alcune categorie sara’ senza costi, fino ad un reddito da pensione lordo di 1.350 euro mensili. Per accedervi sara’ necessario avere almeno 36 anni di contributi e 30 anni se si e’ disoccupati.
LAVORO – RINNOVO CONTRATTI P.A: in arrivo altri 600 milioni oltre ai 300 milioni gia’ stanziati – VERSO 10MILA ASSUNZIONI: Renzi ha annunciato concorsi per infermieri, poliziotti e forse medici. – PREMI PRODUTTIVITA’: la detassazione al 10% si applichera’ per i premi fino a 4mila euro e sui redditi fino a 80mila euro. – SGRAVI ASSUNZIONI: allo studio degli sgravi selettivi concentrati sui giovani e le donne. – ESUBERI BANCHE: al settore dovrebbero arrivare 100 milioni l’anno, per tre anni, per accompagnare l’uscita di cinquantamila bancari nell’arco del triennio.
FISCO – VIA EQUITALIA: l’Agenzia della riscossione scomparira’ e sara’ sostituita da un nuovo soggetto. – VIA IRPEF AGRICOLA: Renzi ha annunciato che sara’ eliminata. – BONUS ENERGETICO ANCHE PER I CONDOMINI: il bonus energetico dovrebbe essere esteso anche ai condomini mentre le attuali agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni al 50% e per il risparmio energetico al 65% potrebbero essere prorogate per tre anni.