SPREAD DANNEGGIA LE BANCHE. INCERTEZZA ITALIA MA SONO FIDUCIOSO IN UN ACCORDO. SALVINI, ANCHE IO LO SONO, MA SULLE NOSTRE POSIZIONI
‘Anche l’Italia, come Brexit e la guerra commerciale, e’ fra le incertezze per lo scenario economico dell’Eurozona’. Il presidente della Bce Mario Draghi ha chiamato piu’ volte in causa il nostro Paese in una conferenza stampa: il rialzo dello spread ‘sta causando un rialzo dei tassi a famiglie e imprese’ e ‘sta danneggiando il capitale delle banche’. Poi l’avvertimento: la Bce non si pieghera’ alle esigenze di deficit dell’Italia. Tuttavia Draghi si dice ‘fiducioso che si trovera’ un accordo’ sulla manovra con la Ue, e Salvini ribatte: ‘anche io sono per un accordo, ma sulle nostre posizioni’. Di Maio, da Bce strali ma non lasciamo l’Euro. La Bce conferma: il Qe proseguira’ fino a dicembre, ‘poi, se i dati confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine, gli acquisti netti giungeranno a termine’. ‘Crescita continua, inflazione sale’, sintetizza Draghi. Lo spread tra Btp e Bund si riporta stabilmente sopra la soglia dei 310 punti base, con oscillazioni attorno a 313 punti. Seduta nervosa per piazza Affari seppur sempre in positivo.
“Si devono osservare e applicare le regole, ma anche cercare il dialogo”. Così il presidente della Bce Mario Draghi in conferenza stampa da Francoforte rispondendo ad una domanda sulla bocciatura della manovra italiana da parte dell’esecutivo Ue, si limita a citare le parole del vice presidente dell’esecutivo Ue Valdis Dombrovskis.
Il presidente della Bce Mario Draghi ribadisce di essere “fiducioso che sarà trovato un accordo” nel dialogo fra Ue e Italia sul bilancio 2019. Lo afferma in conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio direttivo, osservando comunque come “nel terzo trimestre si sono irrigidite le condizioni dei prestiti delle banche italiane”. Gli aumenti dei tassi di interesse sui titoli di Stato dell’Italia automaticamente “riduce i margini espansivi” del Bilancio, ha rilevato il presidente della Bce. Si’, attraversiamo una fase di indebolimento economico, i dati dell’indagine mostrano un indebolimento. Tuttavia questo e’ sufficiente per farci cambiare lo scenario di base? La risposta e’ no”.
Le tensioni sui titoli di Stato italiani pesano sui livelli patrimoniali delle banche e si scaricano anche sui costi dei prestiti a imprese e famiglie. Lo ha rilevato il presidente della Bce Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. Su quale sia esattamente l’impatto degli aumenti dei tassi delle emissioni pubbliche italiane sulle banche “non ho la sfera di cristallo”, ha detto. Si parla di 200 o 300 miliardi di euro in portafoglio. “Ma certamente sono nei bilanci e se si svalutano pesano” sui livelli patrimoniali. “Continuo ad essere fiducioso che si troverà un accordo” di governo italiano e la Commissione europea ma “ovviamente – ha rilevato Draghi – se ci sono condizioni di finanziamento più deboli si trasferiranno sui prestiti” a imprese e famiglie.
Dal momento che il trattato della Bce vieta il finanziamento dei singoli stati, “per interventi in singoli paesi c’è lo strumento degli OMT, che però è condizionato al varo di un programma con ESM e a una valutazione del paese da parte della Bce” che deve verificare come questo tipo di interventi “non pregiudichino la politica monetaria dell’ intera Eurozona”. Così – in risposta a una domanda sull’Italia – il presidente della Bce Mario Draghi torna a riferirsi alle Outright Monetary Transactions, il piano presentato nel 2011 – e finora mai messo in atto – che permetterebbe alla BCE di acquistare di titoli di Stato (a breve termine) sul mercato secondario, con lo scopo di ridurre le pressioni derivate dallo spread e placare i timori sui mercati finanziari.