È previsto per oggi, a partire dalle 17,30, il voto di fiducia sul decreto correttivo dei conti pubblici, la cosiddetta manovrina, all’esame dell’aula della Camera dopo il via libera in commissione Bilancio. Le dichiarazioni di voto dei gruppi cominceranno alle 15,30. L’esame degli ordini del giorno sarà svolto, invece, nel pomeriggio dopo la fiducia. Il voto finale è fissato per giovedì mattina entro le 12. Il provvedimento passerà poi al Senato per il via libera definitivo. L’annuncio arriva dopo i contrasti con Mdp che ha minacciato il voto contrario per la reintroduzione dei voucher.
La ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ha posto a nome del Governo la questione di fiducia nell’Aula della Camera sul decreto legge con la manovra. La fiducia e’ stata chiesta sul testo approvato dalla commissione Bilancio. La seduta dell’Assemblea e’ stata ora sospesa per la riunione della Conferenza dei capigruppo che deve definire i tempi per la votazione della fiducia. Dopo l’esame della Camera, il decreto legge deve passare quello del Senato per essere convertito in legge entro il 23 giugno prossimo.
Il governo accelera sulla manovra: l’ok della Camera arriverà con certezza già giovedì, perché così ha stabilito la capigruppo convocata alla Camera dopo che il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto la questione di fiducia sul testo. Poi, la settimana del 13 giugno la manovra arriverà in aula anche al Senato, dopo che sarà stata esaminata dalla commissione Bilancio. Tempi certi, così come è certo il viceministro dell’Economia Enrico Morando sul fatto che il testo consentirà di non far scattare le clausole di salvaguardia previste e che avrebbero portato in particolare all’aumento dell’Iva. “Non è vero che le clausole di salvaguardia le ha introdotte la Ue, le abbiamo introdotte progressivamente noi e noi siamo responsabili di non farle scattare – spiega Morando in aula – Nel Def ci siamo impegnati a non farle scattare e con questo provvedimento le abbiamo ridotte nei prossimi anni”.
Morando ricorda che “le abbiamo disinnescate nel 2015, 2016 e 2017 e ci siamo impegnati a disinnescarle per il 2018, abbiamo cominciato con questo decreto e dobbiamo proseguire con la legge di bilancio. E’ un impegno assunto e che dobbiamo onorare al meglio. Siamo degni di fiducia perché abbiamo onorato quell’impegno fino ad ora, e non c’è ragionevole dubbio che non siamo capaci di farlo per il prossimo anno”. Stamattina intanto il ministro Pier Carlo Padoan aveva spiegato che in Italia, “il debito deve essere stabilizzato ma ancor più deve andare nella direzione opposta rispetto agli ultimi anni”. Ultimi anni in cui “il debito, in Italia, è cresciuto rispetto ad altri Paesi soprattutto per via della recessione e non tanto perché la dinamica della politica di bilancio fosse generatrice di debito ulteriore di per se’. Questo va tenuto presente continuamente”.