CONTE OGGI DA JUNCKER. SAVONA SMENTISCE VOCI DI DIMISSIONI
L’Ue tende la mano all’Italia sulla manovra. ‘La nostra porta resta aperta, sono convinto che potremo trovare un accordo su soluzioni condivise nell’interesse degli italiani e della zona euro. E’ un percorso impegnativo ma praticabile, io ci voglio credere’, scrive sul suo blog il commissario Moscovici. Da parte sua, il premier Conte punta sull’incontro di oggi con il presidente della Commissione Juncker per un confronto ‘spero costruttivo’, dice. Intanto il ministro per gli Affari Europei Savona smentisce le indiscrezioni secondo le quali avrebbe intenzione di dimettersi.
Uno spiraglio e’ arrivato oggi da Moscovici: “La mia porta resta aperta alle autorita’ italiane e sono convinto che potremo accordarci su soluzioni condivise nell’interesse degli italiani e della zona euro, e’ un percorso esigente ma praticabile, voglio crederci”, ha scritto sul suo blog il responsabile agli Affari economici della commissione. Moscovici ha poi ribadito che “e’ giustificato” quanto indicato mercoledi’ all’annuncio del giudizio negativo sulla legge di bilancio italiana e della conclusione che una procedura per violazione della regola del debito. “La nostra opinione e’ la conseguenza logica e attesa della decisione dell’Italia di non rispettare le regole per il 2019 lasciando aumentare il deficit pubblico, previsto al 2,4% del Pil invece dello 0,8% promesso a luglio, cosa che fara’ aumentare ancora il debito pubblico’, ha aggiunto. “Il nostro obiettivo – ha chiarito – non e’ sanzionare le autorita’ italiane ne’ di intervenire negli affari interni dell’Italia, ma di far rispettare le regole” sottoscritte da tutti gli Stati Ue. Ma la missione di Conte e del governo si preannuncia tutta in salita e i margini di trattativa molto ristretti. Dal Tesoro si invita alla prudenza. Domani il governo si trovera’ davanti “all’inizio di un negoziato delicato”, si sottolinea, che ha come “obiettivo arrivare ad un accordo con l’Ue” in una trattativa complessa attorno alla quale sarebbe meglio mantenere il “massimo riserbo”.
Se, come annunciato, non ci saranno correzioni sui saldi, non appaiono esserci le condizioni per una risposta positiva da parte della commissione. Cosi’ come l’esecutivo Ue dovrebbe respingere al mittente ogni ragionamento, esplicitato da Conte anche nei giorni scorsi, su una attribuzione delle responsabilita’ sul debito al governo al governo precedente perche’ riferito al 2017. Uno dei pochi margini, quindi, potrebbe essere una distensione dei tempi, evocata anche dai due vice premier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, nelle loro dichiarazioni odierne. “Quando la manovra sara’ approvata definitivamente entro fine anno, e si vedranno le nuove misure, tutti capiranno”, ha garantito il capo politico dei 5 stelle. “Quando dico che i mercati capiranno – ha precisato – non dico che dovranno farsene una ragione, dico che questi sono stati giorni di tensione con Bruxelles, stava per arrivare la procedura di infrazione, sono giorni in cui la manovra e’ ancora in discussione, quindi si puo’ avere il timore che possa partire un emendamento in aula che possa peggiorarla”. “Se fossi a cena con Juncker chiederei rispetto: non hanno detto nulla su manovre economiche del passato che hanno fatto male all’Italia e hanno impoverito gli italiani e gli chiederei 12 mesi di attenzione a quello che succedera’, noi siamo convinti che l’Italia stara’ meglio tra 12 mesi”, ha sostenuto, dal canto suo, Salvini. “Mandare ispettori – ha proseguito il vicepremier leghista – sanzioni, minacce, ricatti, ritorsioni, no. Noi non vogliamo litigare con nessuno, quindi, il presidente del Consiglio ha il mio e il nostro mandato di andare a dialogare, a rasserenare e spiegare le riforme in essere: il codice degli appalti, la sburocratizzazione, l’anticorruzione, l’antimafia, il decreto sicurezza che porta il mio nome e quindi io son convinto che l’Europa ci lascera’ lavorare tranquillamente”.