Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha utilizzato il suo discorso alla Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori alla Farnesina per lanciare un nuovo, forte monito contro l’aggressione russa in Ucraina e per difendere l’Unione Europea dalle critiche interne ed esterne.
Mattarella ha definito la condotta di Mosca come “irresponsabile e inammissibile,” puntando il dito contro “l’aberrante intendimento di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa.” Il Capo dello Stato ha ribadito l’irrinunciabilità del principio di legalità internazionale, che la Russia sta apertamente violando.
Un passaggio particolarmente incisivo del discorso è stato dedicato alla difesa dell’Unione Europea, attaccata da “una disordinata e ingiustificata aggressione” da parte di chi la presenta come “un’organizzazione oppressiva se non nemica della libertà.”

Il Presidente ha espresso preoccupazione per la “tentazione della frammentazione” che si sta insinuando anche nel mondo occidentale. Ha messo in guardia da “inediti e opachi centri di potere” che generano “pericolose attività di disinformazione,” alterando la verità e minando quella che ha definito “una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e i diritti dei popoli.”
Accompagnato dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, Mattarella si è rivolto al corpo diplomatico italiano come a professionisti “preziosi,” esortandoli a non essere “meri portatori di ordini.” Il loro compito, in una situazione internazionale “sempre più imprevedibile,” è quello di cercare attivamente “spazi di dialogo” e “tracciare in concreto percorsi di negoziato” in un clima di crescente deficit di fiducia reciproca tra gli Stati.
Il Capo dello Stato ha citato le principali crisi in atto – dall’instabilità in Africa alla retorica bellicista in Asia, fino alla tragedia di Gaza – per ribadire la lezione del Novecento: le guerre sono un monito sulle conseguenze del “predominio della forza sulla ragione, dell’arbitrio sulla norma, della paura sulla lungimiranza.”