Giorgia Meloni ha chiuso l’edizione “dei record” di Atreju con un discorso energico e sarcastico, incentrato sulla contrapposizione tra il suo governo e le opposizioni, e con un monito all’Europa sulla sicurezza.
La Presidente del Consiglio ha puntato il dito contro il centro-sinistra e la segretaria del PD, Elly Schlein, rea di aver disertato l’evento: “Il presunto campo largo l’abbiamo riunito noi, e quella che dovrebbe federarlo è l’unica che non si è presentata,” ha dichiarato Meloni, accusando Schlein di “scappare” per mancanza di contenuti.
In materia di politica estera, Meloni ha liquidato rapidamente le preoccupazioni sollevate dalle recenti dichiarazioni di Donald Trump riguardo un potenziale disimpegno americano dall’Ucraina. “Buongiorno Europa,” ha chiosato la premier, “la sicurezza non è gratis. Tocca a noi.” Ha ribadito l’impegno italiano al fianco di Kyiv, affermando che la pace si ottiene con la “deterrenza” e non con “le canzoni di John Lennon.” L’obiettivo, ha precisato, è rafforzare il dialogo con gli USA “tra pari, non in condizioni di subalternità.”
Il cuore del discorso è tornato sul piano interno e sull’azione del Governo. Meloni ha difeso il lavoro dell’esecutivo, sostenendo di aver riconquistato “credibilità” non solo sui mercati finanziari, ma soprattutto “per i mercati rionali.”

Grande spazio è stato dato ai temi identitari e alla giustizia. La premier ha chiesto di porre fine al “lassismo e la gabbia asfissiante del ’68” e ha riaffermato la necessità di un ritorno alle “regole,” citando anche l’efficacia dei centri in Albania. Riferendosi al prossimo referendum sulla giustizia, ha invitato gli elettori a votare per evitare “una vergogna come quella di Garlasco,” toccando un nervo popolare. Matteo Salvini, presente in prima fila con gli alleati, ha rilanciato la proposta di responsabilità civile per i magistrati.
Infine, Meloni ha dedicato una lunga sezione alla satira sulle opposizioni, accusate di essere “rosicone” anche sui successi nazionali – come il riconoscimento UNESCO della cucina italiana – e di proporre promesse elettorali irrealistiche nelle campagne regionali. “Roba,” ha affondato il colpo la premier, “che Cetto La Qualunque in confronto è Ottone di Bismarck.”
Rivolgendosi ai militanti di Fratelli d’Italia, Meloni ha chiesto di non dimenticare le origini del movimento, esortandoli a continuare a essere quella “scintilla da portare di cuore in cuore, di città in città, fino a farla divampare.”