In una serata di straordinaria eleganza e solennità, il Teatro alla Scala di Milano ha fatto da cornice all’apertura ufficiale della 145ª sessione del CIO, l’atto politico che precede l’accensione del braciere della XXV Olimpiade Invernale Milano-Cortina 2026.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto dalle note di Rossini dirette dal Maestro Riccardo Chailly, ha trasformato il tempio della lirica in una tribuna diplomatica per lanciare un accorato appello al mondo intero.


Davanti ai vertici dello sport mondiale e alle massime cariche dello Stato, il Capo dello Stato ha affrontato il paradosso di un’Olimpiade che nasce nel momento più buio della storia recente. Con “ostinata determinazione”, Mattarella ha invocato il rispetto della tregua olimpica, chiedendo che la forza disarmata degli atleti prevalga sulla violenza dei conflitti.
“Le guerre e le lacerazioni recano oscurità e feriscono le coscienze dei popoli. Lo sport è l’incontro di pace: testimonia fraternità nella lealtà della competizione. È il contrario di un mondo dove prevalgono barriere e incomunicabilità.”

Il Presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ha sottolineato l’unicità di questa edizione, definendola un “ricco mosaico di persone e culture” che ha unito due città, due regioni e due province autonome in un momento di eccezionale armonia.
Kirsty Coventry, presidente del CIO, ha riportato l’emozione dei primi atleti arrivati al villaggio olimpico: “Hanno una luce particolare negli occhi. Lo spirito olimpico sta già pervadendo le strade d’Italia”.
La sala del Piermarini era un concentrato di istituzioni e sport: presenti il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e i governatori delle regioni ospitanti, Attilio Fontana (Lombardia) e Alberto Stefani (Veneto), insieme all’ex governatore Luca Zaia.


L’orchestra della Scala, guidata da Riccardo Chailly, ha aperto la serata con la celebre ouverture del Guglielmo Tell, simbolo di libertà e riscatto. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha citato l’appello del Papa, ricordando che “la fiamma olimpica non trema di fronte alle turbolenze, ma invita ad abbracciarsi e non a dividersi”.
Mattarella ha concluso il suo intervento rivendicando la responsabilità dell’Italia come Paese ospitante, promettendo “ogni impegno” per offrire cordialità e bellezza tra montagne e borghi storici. “Contiamo di offrire occasioni per scoprire i nostri luoghi che raccolgono storia e bellezza. Auguro a tutti un’indimenticabile Olimpiade”.
