Un discorso che non divide, ma aggrega. Il messaggio di fine anno di Sergio Mattarella ha incassato un raro consenso unanime, unendo in un unico coro di apprezzamento maggioranza e opposizione. Al centro del dibattito politico non ci sono solo le celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica, ma una visione comune su pace, giovani e coesione sociale.
La Premier Giorgia Meloni, in un colloquio telefonico con il Colle, ha ribadito l’orgoglio per una nazione “forte della propria autorevolezza e credibilità globale”, ringraziando il Presidente per lo sprone rivolto ai giovani, definiti il “motore del cambiamento”. Sulla stessa linea i presidenti delle Camere, La Russa e Fontana, che hanno letto nelle parole del Capo dello Stato un invito al “protagonismo delle nuove generazioni” e alla riscoperta dell’orgoglio nazionale.
Se il tono generale è di “gratitudine e apprezzamento” (citando Matteo Renzi), i leader politici hanno declinato il messaggio di Mattarella secondo le proprie priorità programmatiche:
Il Centrodestra: Antonio Tajani si è concentrato sull’impegno per la pace in aree critiche come il Sudan e il Medio Oriente. Matteo Salvini ha invece colto i riferimenti pratici: “È un dovere lavorare perché i Giochi di Milano-Cortina siano un successo e il Piano Casa per giovani e famiglie diventi realtà”.
Il Centrosinistra: Elly Schlein ha sottolineato la difesa della sanità pubblica e del sistema previdenziale, leggendo nelle parole di Mattarella un “legame tra memoria e visione del futuro”. Giuseppe Conte (M5S) ha rilanciato sulla tutela della Costituzione: “Siamo in prima linea per il lavoro equamente retribuito e l’ambiente”.
Per Carlo Calenda, la “chiarezza e nettezza” del Presidente valgono più di mesi di dibattito parlamentare, mentre Nicola Fratoianni (AVS) ha apprezzato l’appello non retorico rivolto alle nuove povertà.