MELONI ESALTA L’ITALIA, ‘CRESCE ED È LA PIÙ AFFIDABILE IN UE’
La premier Meloni in una intervista al Corriere della Sera, commenta l’esito del Consiglio europeo e spiega perché a suo avviso sui migranti l’Ue ‘ha cambiato passo’. Il salario minimo non la convince, la ratifica del Mes può attendere, il caso Santanché non la preoccupa. Quanto al Pnrr, ‘basta tafazzismo, siamo vicinissimi all’obiettivo’. La leader di Fdi è cauta sulla proposta di Salvini di un patto per unire il centrodestra alle Europee: ‘C’è tempo per riflettere’.
L’Italia ha mostrato una ripresa post-Covid che ci consegna una economia in crescita oltre le aspettative, con la stima di una previsione al rialzo a +1,2% nel 2023, una crescita superiore alla media Ue: stiamo dimostrando una affidabilità maggiore rispetto al resto dell’eurozona”. Così Meloni ad Assolombarda. Poi sul Pnrr: “Vi assicuro che i fondi li metteremo a terra costi quel che costi”. Il presidente degli industriali lombardi, Spada, chiede al governo di far svincolare gli investimenti strategici dal Patto di stabilità, mentre il n.1 degli imprenditori, Bonomi, apprezza “la nuova narrazione dell’industria” da parte della premier.
‘L’accordo di tutto il Consiglio Ue sulla cosiddetta dimensione esterna è un indiscutibile successo italiano. Siamo riusciti a far comprendere a tutti i nostri partner che non aveva senso continuare a litigare tra Paesi di primo approdo e Paesi di destinazione su chi dovesse avere la responsabilità di gestire il fenomeno e che l’unico modo era lavorare insieme sui confini esterni’, dice Meloni al Corriere. E aggiunge: ‘Su un tema così divisivo è difficile trovare regole che vadano bene per tutti, io ho sempre grande rispetto per chi difende i propri interessi nazionali. La posizione di Polonia e Ungheria sul Patto migrazione non cambia nulla nei nostri rapporti’. Sullo sblocco della terza tranche del Pnrr, Meloni si dice ottimista e invita a ‘smettere di fare allarmismo su una questione strategica per la nazione intera e che, nella migliore tradizione dei Tafazzi d’Italia, viene strumentalizzata per attaccare il governo’. Per poi affermare: ‘siamo comunque vicinissimi all’obiettivo’. Sul Mes, ‘ritengo contrario all’interesse nazionale accelerare la ratifica del trattato di riforma del Mes mentre il governo è impegnato nel negoziato decisivo per la modifica del Patto di stabilità. Chi oggi chiede la ratifica non sta facendo l’interesse italiano’. Sulla questione che riguarda Daniela Santanché, ‘non sono preoccupata, ha fatto una scelta di trasparenza e serietà che non era scontata e dimostra la sua buonafede’. Infine, sul salario minimo, ‘non sono convinta che ci si possa arrivare per legge e l’approccio del governo va nella direzione di favorire una contrattazione collettiva sempre più virtuosa”.