Un tricolore francese sventolante accanto a quello italiano sulla balconata di Palazzo Chigi, le note della Marsigliese seguite dall’Inno di Mameli, e sorrisi forzati davanti ai flash dei fotografi. Questa la cornice del vertice bilaterale tra il Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e il Presidente francese, Emmanuel Macron, un incontro di quattro ore che ha segnato un tentativo di disgelo e di rilancio dei rapporti tra i due Paesi cofondatori dell’Unione Europea.
L’incontro, atteso con grande interesse dopo recenti dissapori, in particolare sulla questione dell’invio di truppe europee in Ucraina, ha visto i due leader impegnati in un lungo confronto, culminato in una cena di lavoro. “C’è molto interesse per questo appuntamento…”, ha commentato Meloni all’arrivo di Macron, sottolineando l’importanza dell’evento.


Al centro dei colloqui, la necessità di “andare avanti” (“nous devons avancer”) per rafforzare la posizione dell’Europa di fronte alle sfide globali. Tra queste, l’ingombrante incognita Donald Trump, con le sue implicazioni su dazi e sulla guerra in Ucraina, e i mutamenti continui degli equilibri geopolitici. Le diplomazie di Roma e Parigi hanno lavorato a lungo per ricucire gli strappi, con Palazzo Chigi che ha ribadito come l’Italia sia “un partner importante” con un “ruolo cruciale da svolgere nelle decisioni europee”.
Nel comunicato congiunto, Meloni e Macron hanno espresso la volontà condivisa di “rafforzare il loro impegno comune per un’Europa più sovrana, più forte e più prospera”, orientata alla pace e capace di difendere i propri interessi strategici. Un messaggio cruciale nell’attuale contesto globale, caratterizzato da incertezze geopolitiche e transizioni industriali.

Ampio spazio è stato dedicato all’agenda europea, con “forti convergenze sulla competitività e la prosperità”. L’obiettivo è procedere in modo “ambizioso e accelerato” su temi come la semplificazione normativa, gli investimenti pubblici e privati, la transizione energetica e la neutralità tecnologica. Francia e Italia si sono impegnate a tutelare la competitività dell’industria europea – dall’automotive alla siderurgia – e a rafforzare la cooperazione in settori strategici come intelligenza artificiale, energia nucleare decarbonizzata e spazio.


Sul fronte della sicurezza e della politica estera, i due leader hanno riaffermato il “sostegno incrollabile e senza esitazioni” all’Ucraina, a oltre tre anni dall’invasione russa, sottolineando l’urgenza di “un ambizioso cambiamento di scala nella difesa europea”, sia in termini di investimenti che di rafforzamento della base industriale e tecnologica comune. Brevi accenni sono stati fatti ad altri scenari di crisi, “in particolare in Medio Oriente e in Libia”, senza menzionare esplicitamente Israele o Gaza.
Inoltre, Meloni e Macron hanno messo nero su bianco l’impegno a “coordinare le proprie posizioni in tema di relazioni transatlantiche, nonché sulla sicurezza economica e commerciale dell’Unione europea”. L’incontro si è concluso con l’annuncio del prossimo vertice bilaterale, che si terrà in Francia all’inizio del 2026, con l’obiettivo di fare il punto sui progressi della cooperazione previsti dal Trattato del Quirinale.