Timori dei mercati europei mentre si avvicina la data del referendum sulla Brexit. Nessun listino positivo in Asia, a Wall Street e in Europa. Ieri le piazze del Vecchio continente hanno bruciato 174 miliardi di euro, Milano ha chiuso in perdita del 3,6%. Allo scenario si e’ aggiunto il dato di Bankitalia sulle sofferenze, salite ad aprile a 198 miliardi.
“Se Londra esce, e’ fuori anche dal mercato unico” ha avvertito il ministro delle Finanze Wolfgang Schauble, cercando di mettere in atto una moral suasion che punti alla perdita di vantaggi che ne deriverebbero per l’economa britannica. Anche se, hanno notato vari osservatori, la simpatia con cui da Londra di guarda a Berlino rischia di rendere controproducente qualsiasi intervento pro-Ue. Intanto, a prescindere dalle possibili ripercussioni, il vento anti-Unione che si alza dal Regno unito si fa sentire a livello psicologico sempre piu’ pesantemente sui mercati. Come ha dimostrato la chiusura di venerdi’, con un profondo rosso per tutte le borse, che complessivamente hanno bruciato 174 miliardi di capitalizzazione. E piazza Affari, come spesso accade, a fare da maglia nera: con la cessione di oltre tre punti e mezzo, il comparto finanziario sotto tiro e una raffica di sospensioni per eccesso di ribasso.