Almeno 29 morti, 72 feriti, decine di dispersi, tra i quali bambini e donne: e’ il bilancio delle sei esplosioni a catena che hanno fatto saltare in aria il mercato ‘San Pablito’ di fuochi d’artificio di Tultepec, cittadina di 100 mila abitanti 50 km a nord di Citta’ del Messico, noto in tutto il Paese come ‘la mecca della pirotecnia’. Del mercato, circa 300 locali, non rimane quasi nulla: molti dei negozi sono esplosi, come se ci fosse stato un bombardamento, precisano i media locali.
Tragedia a Tultepec, comune dell’area metropolitana di Citta’ del Messico, dove una serie di esplosioni a catena hanno fatto saltare in aria il locale mercato di fuochi d’artificio. Le autorita’ contano sin qui 29 morti e 71 feriti, un bilancio particolarmente grave anche per una regione non nuova a incidenti di questo tipo. La potenza dell’esplosione e’ tale che nella maggior parte dei casi non e’ stato possibile riconoscere i corpi delle vittime e sara’ pertanto necessario ricorrere all’esame del dna. Le cronache locali ricordano che nei laboratori del municipio si registrano ogni anno una trentina di incidenti, con una media di cinque o sei vittime. Tultepec, considerata la “capitale” della pirotecnica, ha ospitato per il 28esimo anno consecutivo la Fiera nazionale di un settore che da’ da vivere al 40 per cento della popolazione locale. Eppure, scrive “El Universal”, il “mercato di San Pablito” era considerato un piccolo gioiello nel mondo dei fuochi d’artificio. “Solo una settimana fa il governo di Tultepec” pubblicizzava la struttura come “la piu’ sicura dell’America Latina”. Il direttore generale dell’Istituto messicano di pirotecnia Juan Ignacio Rodarte Cordero aveva spiegato che il mercato era diviso in posti “perfettamente disegnati e con gli spazi sufficienti perche’ non si producano esplosioni a catena nel caso dello scoppio di una scintilla”. Le premesse perche’ gli operatori puntassero a vendere 100 tonnellate di prodotto entro la fine dell’anno. Il mercato era stato ricostruito due volte per esplosioni registrate nel 2005 e nel 2006, in entrambi i casi senza vittime mortali. Dopo il secondo incendio sono state messe in pratica tutte le misure di sicurezza approvate dall’agenzia che regola il settore: pareti in cemento leggero invece che in legno, la divisione dell’area in 75 moduli lontani non meno di undici metri uno dall’altro, la predisposizione di pale, cisterne di sabbia ed estintori.