Il rapporto tra deficit e Pil nel 2.trimestre 2016 e’ stato 0,2%, ‘in miglioramento’ di 0,7 punti su base annua. Lo rileva l’ Istat. E’ il livello piu’ basso dal 2.trimestre 2007. Aumenta invece del 2,9% su base annua il potere d’ acquisto delle famiglie (+1,1% sul 1.trimestre), ed il dato tendenziale e’ il migliore dal 2.trimestre 2007. In aumento anche la propensione al risparmio, il valore piu’ alto dal 2010, con una crescita maggiore del reddito disponibile rispetto alla spesa per i consumi finale (1,3% contro 0,2%). Intanto l’ istituto registra nel 2.trimestre una riduzione della pressione fiscale di 0,4 punti rispetto allo stesso periodo 2015, ora e’ al 42,3%.
Nel secondo trimestre 2016 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil e’ stato pari allo 0,2%, in miglioramento di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2015. Si tratta del livello piu’ basso registrato dal secondo trimestre del 2007. Lo comunica l’Istat. L’Istituto nazionale di statistica aggiunge che il saldo primario delle amministrazioni pubbliche e’ risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 4,4% (4,1% nel secondo trimestre del 2015). Il saldo corrente e’ stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil del 3,1% (3,0% nel secondo trimestre del 2015).
Diminuisce la pressione fiscale in Italia. L’Istat comunica che nel secondo trimestre dell’anno la pressione fiscale e’ scesa al 42,3%, segnando una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le entrate totali nel secondo trimestre 2016 sono aumentate in termini tendenziali dello 0,8% e la loro incidenza sul Pil e’ stata del 47,2%, in diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2015. Nei primi due trimestri del 2016, l’incidenza delle entrate totali sul Pil e’ stata del 45%, inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2015. Le entrate correnti nel secondo trimestre 2016 sono aumentate in termini tendenziali dello 0,6%; in particolare, si sono registrati incrementi delle imposte dirette (+1,4%), delle imposte indirette (+0,3%) e dei contributi sociali (+1,0%) e una riduzione delle altre entrate correnti (-1,6%). In forte aumento sono risultate le entrate in conto capitale (+35,9%).
Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici e’ aumentato dell’1,3% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,2%. A fronte di tale dinamica del reddito disponibile, con un incremento congiunturale del deflatore implicito dei consumi delle famiglie dello 0,1%, il potere d’acquisto e’ aumentato dell’1,1%. In termini tendenziali il reddito disponibile delle famiglie consumatrici e’ aumentato del 2,8% mentre il deflatore implicito dei consumi delle famiglie ha subito una flessione dello 0,1%, determinando una crescita del potere di acquisto del 2,9%. Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito come rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni, e reddito disponibile lordo) nel secondo trimestre 2016 e’ stato pari al 5,9%, invariato rispetto al trimestre precedente e in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2015.
La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici (definita dal rapporto tra risparmio lordo e reddito lordo disponibile) nel secondo trimestre 2016 e’ stata pari al 9,6%, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,4 punti percentuali nei confronti dello stesso periodo del 2015. Si tratta del livello piu’ alto registrato dal primo trimestre 2010. L’aumento congiunturale della propensione al risparmio rispetto al trimestre precedente deriva da una crescita del reddito disponibile delle famiglie consumatrici significativamente piu’ sostenuta rispetto a quella dei consumi finali (1,3% e 0,2% rispettivamente). A fronte di tale dinamica del reddito disponibile, con un incremento congiunturale del deflatore implicito dei consumi delle famiglie dello 0,1%, il potere d’acquisto e’ aumentato dell’1,1%. In termini tendenziali il reddito disponibile delle famiglie consumatrici e’ aumentato del 2,8% mentre il deflatore implicito dei consumi delle famiglie ha subito una flessione dello 0,1%, determinando una crescita del potere di acquisto del 2,9%. Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito come rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici, che comprendono esclusivamente gli acquisti di abitazioni, e reddito disponibile lordo) nel secondo trimestre 2016 e’ stato pari al 5,9%, invariato rispetto al trimestre precedente e in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2015.