“L’Italia ha perfettamente ragione a chiedere che l’Europa faccia di più per la questione dei migranti” e “le guerre come la Siria e la Libia, che hanno aumentato la crisi dei profughi e rifugiati, non trovano soluzione perché ci sono in gioco troppi interessi divergenti, a partire da quelli di Russia e Stati Uniti”. E’ la posizione espressa dal segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, intervistato dalla ‘Stampa’. L’emergenza migranti, spiega il cardinale, in questi giorni a New York per partecipare all’ Assemblea Generale dell’ Onu, “è irrisolta, e a giudicare da quello che si sente qui all’ Onu lo resterà per molti anni. È un fenomeno che avrà una durata piuttosto lunga, non è pensabile che si risolva da sé”. All’Italia, che “ha una politica di apertura e accoglienza” osserva Parolin, va riconosciuta “la volontà di aprire le porte alle persone in condizioni di grave necessità, ma si tratta di un fenomeno che non può essere gestito da un solo Paese”. “Uno dei punti che la Santa Sede ha ribadito più volte è stato proprio che l’ approccio deve essere comune”, ricorda il segretario di Stato del Vaticano, e ribadisce che “solo attraverso politiche elaborate e applicate insieme si può tentare di dare una risposta valida. Il problema è sempre la volontà politica. La strada è abbastanza chiara: una soluzione comune, concordata, che tenga conto delle necessità di chi emigra, e guardi ai Paesi di origine per affrontare le cause di fondo”.