Dopo la mancata firma al codice delle ong “non siamo piu’ i primi a essere chiamati per i soccorsi; lavoreremo meno, ma siamo sempre a disposizione”: cosi’ Medici senza frontiere. Stamattina attesa a Catania la nave di Msf che ieri ha trasferito 127 migranti sulle motovedette della Guardia costiera.
“Noi continuiamo a lavorare, a stare in mare per salvare persone. Continuiamo a collaborare con la Guardia Costiera, come abbiamo sempre fatto. Se ci sono nuove modalita’ operative, ci adatteremo. Per noi va bene cosi'”. Per Medici senza frontiere (Msf) non ci sono novita’, ne’ cambi di posizione, dopo l’entrata in vigore del codice di regolamentazione delle ong per le operazioni di soccorso di migranti voluto dal Viminale. Un codice che pero’ non ha ricevuto il suo assenso, che non ha sottoscritto, e che al momento registra delle ricadute: “non siamo piu’ i primi ad essere chiamati per i soccorsi, come accadeva prima. Sappiamo – precisa Michele Trainiti, capo progetto Sar della ong – che lavoreremo di meno ma siamo sempre a disposizione della Guardia Costiera. Noi ci siamo e siamo disponibili a collaborare”. “La nostra posizione non cambia – ribadisce ancora l’operatore umanitario – stiamo lavorando come sempre nel rispetto delle leggi. Ci adattiamo alla Guardia costiera, facciamo quello che ci chiede. Questo non vuol dire aggirare il codice, ne’ vogliamo polemiche. Come al solito lavoriamo nel rispetto delle leggi internazionali, della leggi del mare, delle leggi italiane”.
Del resto, “e’ sempre la Guardia Costiera che da’ indicazioni sui soccorsi, che coordina le operazioni. Abbiamo sempre collaborato e continueremo a farlo. Siamo in mare per salvare vite umane e lo faremo finche’ ce lo permetteranno. Cio’ che vogliamo e’ lavorare in tranquillita’”. Riferendosi all’operazione di ieri sera, quando 127 migranti a bordo della Vos Prudence di Msf sono stati trasferiti su due motovedette della Guardia Costiera in acque internazionali, Trainiti sottolinea: “L’operazione si e’ svolta in modo tranquillo e del tutto regolare. Non e’ inusuale una procedura come quella. Forse, prima del codice avremmo potuto avvicinarci di piu’ a Lampedusa. Ma non e’ inusuale fare trasbordi in pieno mare. Fra l’altro, la Vos Prudence ha un pescaggio profondo, non avremmo potuto arrivare in porto”. “Ci auguriamo che questo momento politico si possa risolvere per lavorare in tranquillita’. La pressione sul lavoro delle ong – conclude Trainiti – potrebbe limitare la capacita’ di soccorrere le persone, di salvare vite umane”. Intanto la Vos Prudence e’ in navigazione verso Catania dove conta di arrivare intorno alle 7 di domani mattina.