SALVINI, VOGLIONO CONTINUARE AD AGEVOLARE GLI SCAFISTI?
‘Nessuna operazione europea o nave europea fa sbarchi in Libia perche’ noi non consideriamo la Libia un porto sicuro’. Cosi’ una portavoce della Commissione europea. E Matteo Salvini reagisce: ‘la Ue vuole continuare a agevolare gli scafisti?’. Intanto i migranti giunti a Pozzallo sulle navi Monte Sperone e Protector sono stati tutti sbarcati, l’hotspot e’ pieno. Sono 128 i minori non accompagnati. Si lavora a ricollocamenti negli altri paesi europei. Il medico che ha visitato i migranti ha riscontrato ‘tantissimi casi di scabbia, donne denutrite e molte persone disidratate’. Dopo Francia e Malta anche Germania, Portogallo e Spagna hanno accettato 50 migranti ciascuno, 20 l’Irlanda. Ue, bene lo sbarco a Pozzallo, ora cooperazione.
“Nessuna operazione europea e nessuna nave europea effettua sbarchi in Libia, perché non lo consideriamo un Paese sicuro”. Lo sottolinea la portavoce della Commissione Europea per le Migrazioni Natasha Bertaud, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. Sbarcare i migranti soccorsi in mare in Libia, spiegano fonti Ue, costituirebbe un refoulement, contrario al diritto internazionale. Chi può riportare i migranti soccorsi in mare in Libia sono le autorità libiche, non le navi europee. Anche le navi europee, se soccorrono migranti nell’area Sar libica, tecnicamente non possono riportare i migranti in Libia, ma devono sbarcarli in un porto sicuro, quindi in Europa. Pertanto l’equipaggio della Vos Thalassa, se avesse riportato i migranti in Libia anziché affidarli alla Diciotti della Guardia Costiera italiana, avrebbe commesso un refoulement, in violazione del diritto internazionale.
“L’Unione Europea vuole continuare ad agevolare lo sporco lavoro degli scafisti? Non lo fara’ in mio nome, o si cambia o saremo costretti a muoverci da soli”. Lo scrive su twitter il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, replicano alla commissione Ue che ha definito la Libia un luogo “non sicuro”.
I ricollocamenti dei migranti in altri centri di accoglienza italiani o europei non saranno certamente immediati. Sia per le condizioni mediche dei migranti ospiti nell’hot spot di Pozzallo che per questioni organizzative legate ai trasferimenti. Lo dice il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna. “Ritengo che non basteranno le 48-72 ore che la legge prevede – afferma – per ricollocare i migranti sbarcati ieri. Lo dico intanto da medico perché quasi il 90 per cento dei migranti sbarcati ieri ha la scabbia che dev’ essere trattata. Ieri dopo lo sbarco sono state somministrate le prime cure, oggi proseguiranno e quindi verosimilmente chi stara’ un po’ meglio potra’ partire mercoledi’ ma non c’e’ certezza. Questo posso affermarlo in base alla mia esperienza. Poi tocca al Ministero impartire le necessarie disposizioni per il ricollocamento di questi 447 migranti anche alla luce degli accordi raggiunti dal Governo con gli altri paesi dell’UE”. Ammatuna poi ribadisce la necessita’ di “resettare” la macchina dell’accoglienza. “Nonostante la nostra sia ben oleata – dice il sindaco di Pozzallo – ieri abbiamo rischiato di perdere colpi. Troppa l’attesa e l’impegno costante per 24 ore. Per questo ho chiesto un incontro al ministro dell’Interno Matteo Salvini per codificare meglio come comportarsi in casi di emergenza come quelli vissuti ieri”.