Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha dichiarato che la NATO è “di fatto” coinvolta nella guerra contro la Russia, accusando l’Alleanza di fornire supporto “diretto e indiretto” a Kiev. Le sue parole accendono ulteriormente la tensione in un equilibrio internazionale già precario, specialmente dopo le recenti incursioni di droni russi nello spazio aereo della Polonia.
Il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha definito l’incursione dei droni un “test” per valutare le reazioni della NATO, una posizione condivisa anche dal titolare della Farnesina, Antonio Tajani, secondo cui Mosca sta conducendo “prove muscolari” contro l’Occidente.
Le esercitazioni congiunte “Zapad-2025” di Russia e Bielorussia, pur essendo definite da Mosca come manovre “programmate”, rafforzano la percezione di una strategia aggressiva. Tuttavia, un segno di possibile distensione è arrivato dalla partecipazione di due rappresentanti americani, invitati come osservatori. L’attaché militare USA, Bryan Shoupe, è stato ripreso in un video mentre stringeva la mano al ministro della Difesa bielorusso, un evento che ha fatto sperare in una conciliazione tra Washington e Minsk.
Sul fronte diplomatico, Peskov ha confermato che i colloqui di pace con l’Ucraina sono sospesi, accusando l’Europa di ostacolare i negoziati. “Le vie di comunicazione restano aperte,” ha detto, ma l’Europa “sta mettendo i bastoni fra le ruote” e non presta attenzione alle “cause profonde di questa crisi”. Ha inoltre definito “un furto” l’idea di usare i beni russi congelati per la ricostruzione dell’Ucraina.
Dall’altra parte dell’Atlantico, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha cercato di intervenire, affermando che il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky “si odiano così tanto che quasi non riescono a parlare”. Trump ha sostenuto di volerli convincere a incontrarsi, pur criticando l’Europa per non aver imposto sanzioni “abbastanza severe” a Mosca, in quanto continua ad acquistare petrolio russo.