Un nuovo, acceso scontro si è scatenato nel mondo della tecnologia, con Elon Musk che ha puntato il dito contro Apple, accusandola di favorire l’azienda concorrente OpenAI e il suo assistente di intelligenza artificiale (IA) ChatGPT. La protesta, lanciata martedì dal suo social network X, include la minaccia di un’immediata azione legale da parte della sua azienda, xAI.
Secondo il miliardario, il presunto favoritismo si verificherebbe sull’App Store, la piattaforma di download di Apple. “Apple sta agendo in un modo che rende impossibile per qualsiasi azienda di IA diversa da OpenAI raggiungere il primo posto sull’App Store, il che costituisce una chiara violazione delle regole sulla concorrenza”, ha dichiarato Musk. L’azienda di Musk, xAI, che ha sviluppato l’assistente IA Grok, “intraprenderà immediatamente un’azione legale”.
L’App Store è una piattaforma cruciale per gli sviluppatori, poiché determina la visibilità e il successo delle app attraverso classifiche basate su recensioni, valutazioni e numero di download, sebbene Apple mantenga segrete le modalità di funzionamento dei suoi algoritmi. L’azienda di Cupertino non ha ancora risposto alla richiesta di commento di AFP.
Le accuse di Musk hanno scatenato un’accesa discussione su X, in cui è intervenuto anche Sam Altman, CEO di OpenAI. Altman ha ribattuto alle affermazioni di Musk, scrivendo: “È un’affermazione notevole, considerando quello che ho sentito dire su Elon che manipola X a proprio vantaggio e a quello delle sue aziende, e per danneggiare i suoi concorrenti e le persone che non gli piacciono”.
La risposta di Musk non si è fatta attendere: ha definito il post di Altman “una stronzata” e il suo ex socio “mente come respira”. Il rapporto tra i due ha origini complesse: Musk è stato uno degli 11 fondatori di OpenAI nel 2015, fornendo un finanziamento iniziale di 45 milioni di dollari. Tuttavia, ha lasciato l’azienda nel 2018 e da allora non ha smesso di attaccarla, accusandola di aver tradito i suoi valori e arrivando a intentare una causa e a offrirsi per acquistarla.
Inoltre, il post iniziale di Musk è stato oggetto di “note contestuali” da parte degli utenti di X, che hanno aggiunto articoli di stampa per combattere la disinformazione. Questi articoli citano casi in cui app di altre aziende, come la startup cinese DeepSeek, sono riuscite a raggiungere il primo posto nell’App Store, mettendo in discussione le affermazioni del miliardario.
Le accuse di Musk si inseriscono in un momento delicato per Apple, già sotto la lente delle autorità garanti della concorrenza sia negli Stati Uniti che in Europa. L’App Store, infatti, è da anni al centro di una controversia con Epic Games, l’editore del videogioco Fortnite.
Secondo Epic e altri sviluppatori, Apple (insieme a Google) eserciterebbe un duopolio nel mercato delle app mobili con i suoi sistemi operativi iOS e Android. Le aziende sono accusate di abusare della loro posizione dominante imponendo l’uso delle proprie piattaforme di download e pagamento e addebitando commissioni elevate. Già alla fine del 2021, un tribunale statunitense ha stabilito che Apple non può più obbligare gli sviluppatori a utilizzare il suo sistema di pagamento sull’App Store.