Otto ordigni sono trovati nella stazione di Elizabeth, uno e’ esploso. L’intelligence parla di collegamenti con altre bombe trovate a Seaside Park, e con l’esplosione a Manhattan. Arrestato dopo una sparatoria Ahmad Khan Rahami, 28 anni, afghano naturalizzato americano ed abitante proprio ad Elizabeth. Cuomo parla di terrorismo con legami internazionali. La polizia teme ‘una cellula attiva’; arrestate 5 persone. Trump attacca Obama e la ex first lady: con loro piu’ attacchi in casa. Il presidente commenta: ‘Non ci sconfiggeranno, continueremo a guidare la coalizione contro l’Isis’. Hillary ribatte: Non ha un piano. Scegliamo la determinazione, non la paura.
E’ stato arrestato Ahmad Khan Rahami, l’afghano ricercato per le bombe a New York e per quelle trovate nel New Jersey. Lo ha riferito la polizia alla Nbc.
Khan Rahami, 28 anni, e’ stato arrestato a Linden, nel New Jersey. Linden e’ una cittadina molto vicina a Elizabeth, dove l’afghano naturalizzato americano abita e nella cui stazione ferroviaria e’ stato trovato un sacco con dentro cinque tubo-bomba. La polizia aveva diffuso una foto del ricercato sottolineando che potesse esser armato e pericoloso.
L’arresto di Ahmad Khan Rahami, l’afghano ricercato per le bombe di New York e del New Jersey, e’ avvenuto al termine di una sparatoria con la polizia. Lo riferisce la Cnn, che mostra la fotografia del sospettato ferito al braccio destro e disteso su una barella.
Sono gli ultimi sviluppi nelle ore di febbrile inchiesta seguita alle bombe (esplose e non) ritrovate nel weekend in Usa e che secondo le autorita’ sono “collegate tra loro”. La polizia aveva diffuso una foto del ricercato, naturalizzato americano e che vive ad Elizabeth, in New Jersey. Secondo fonti citate dalla Nbc, e’ l’uomo che e’ stato visto nel video sul sito dell’esplosione e in quello dove e’ stata trovata la bomba inesplosa, nel quartiere di Chelsea, a New York. Secondo la polizia, Rahami e’ responsabile anche delle cinque tubo-bomba trovate in uno zaino nei pressi della stazione ferroviaria Elizabeth.
Donald Trump, ha subito colto l’occasione per rilanciare, tramite Twitter, l’appello: e’ la prova che non perdera’ occasione per cavalcare la paura che serpeggia e approfittarne). Nella notte, nel New Jersey, vicino la stazione ferroviaria, e’ stato ritrovato uno zaino sospetto. L’Fbi ha confermato che conteneva diversi ordigni esplosivi. Uno e’ esploso mentre gli esperti, con un robot telecomandato a distanza, cercavano di neutralizzarlo. Non ci sono stati feriti, la zona era stata gia’ evacuata. Sono state anche fermate a un posto di blocco 5 persone, interrogate per ore: viaggiavano a bordo di un Suv, sulla Belt Parkaway, una strada a sud di Brooklyn, vicino il ponte di Verrazzano, che congiunge il New Jersey con Manhattan. L’Fbi ha parlato di “un veicolo di interesse” per le indagini: tutti e cinque (o gran parte di essi) sarebbero della stessa famiglia e vivono a Elizabeth. E sarebbero collegati al ricercato.
Nessuno per ora e’ stato incriminato. Il pacco sospetto e’ stato trovato da due uomini vicino a un locale, l’Hector’s Place Restaurant: hanno subito allertato la polizia, perche’ avevano visto fuoriuscire “fili e un tubo”, ha raccontato il sindaco della localita’, Christian Bollwage. “Chiunque lo abbia lasciato nel cestino stava probabilmente cercando di disfarsene”, ha fatto notare ancora il sindaco. Elizabeth si trova non lontano dal secondo aeroporto di New York, Newark, e il pacco sospetto e’ stato trovato a due passi dalla stazione da cui partono i treni per lo scalo. “Non sarei sorpreso ce ci fosse un legame straniero” con le bombe, ha detto il governatore di New York Andrew Cuomo, che ieri aveva affermato che l’attacco non sembrava collegato al terrorismo internazionale. La minaccia terroristica “e’ reale, come la nostra determinazione”, ha assicurato il candidato democratico alla Casa Bianca Hillary Clinton. “Vigili si’, spaventati no”, ha aggiunto. (AGI) E adesso la tensione e’ altissima. New York nelle prossime ore sara’ il palcoscenico su cui sfileranno tutti i grandi del mondo, raccolti al Palazzo di Vetro, per l’Assemblea generale dell’Onu. Il presidente Barack Obama e’ arrivato domenica pomeriggio. Si comincia oggi con il vertice sulla crisi migranti, presente il premier Matteo Renzi.

