Nel suo Economic Outlook, l’Ocse prevede una crescita all’ 1% nel 2016 e all’ 1,4% nel 2017 per il Pil italiano, mantenendo le stime di febbraio, e sottolinea che il principale driver della crescita resta il consumo privato, ‘nonostante il recente rallentamento nella crescita dell’occupazione’. Secondo l’ organizzazione, ‘i limiti nell’offerta di credito bancario, insieme all’incertezza sulle future condizioni della domanda, impediscono una ripresa piu’ forte’. E serve un mercato secondario per la gestione degli npl. Intanto, ‘il deficit e’ sceso al 2,6% del Pil nel 2015 ed e’ previsto in ulteriore calo’, e l’ Ocse calcola un deficit al 2,3% del Pil per il 2016 e al 2% nel 2017.
Il Prodotto interno lordo globale crescera’ al 3 per cento quest’anno, con le economie che lentamente si stanno riprendendo dalla crisi finanziaria del 2008. Lo sottolinea l’Ocse nell’Economic Outlook. “Otto anni dopo la crisi finanziaria, la ripresa resta deludente. La crescita del Pil globale e’ progettato al 3 per cento nel 2016, invariata rispetto allo scorso anno”, si legge nel report. Rispetto alle previsioni di autunno, la stima e’ piu’ bassa di 0,3 punti percentuali. L’eurozona dovrebbe registrare un’accelerazione “modesta” all’1,7 per cento l’anno prossimo, stabilizzarsi al 2 per cento nel Regno Unito e raggiungere il 2,2 per cento negli Stati Uniti. Le previsioni di crescita della Cina rimangono invariate a +6,5 e +6,2 per cento nel prossimo biennio. Per quanto riguarda l’Italia, l’Ocse prevede una crescita all’1 per cento nel 2016 e all’1,4 per cento nel 2017. La disoccupazione continuera’ a calare, dall’11,9 per cento nel 2015 all’11,3 per cento nel 2016 e al 10,8 per cento nel 2017. Il deficit invece scendera’ dal 2,6 per cento al 2,3 per cento del Pil nel 2016 e al 2 per cento nel 2017. Il debito nel 2016 restera’ stabile al 132,8 per cento del Pil, e nel 2017 scendera’ al 131,9 per cento.
Nonostante la frenata nella crescita dell’occupazione, la ripresa economica dell’Italia sta proseguendo “ed e’ destinata a riguadagnare forza”, sostenuta dalla crescita dei redditi reali e dal conseguente aumento dei consumi privati, laddove gli investimenti, pur in recupero, potrebbero crescere ulteriormente con una maggior disponibilita’ di credito bancario. E’ la fotografia scattata dall’Economic Outlook dell’Ocse. “La fiducia di consumatori e imprese si e’ allontanata dai picchi post-crisi ma rimane elevata”, si legge nel documento, “gli incrementi netti nel reddito delle famiglie, dovuti all’aumento dei redditi nominali, la bassa inflazione e le misure fiscali, insieme a un incremento della domanda (in particolare per veicoli da trasporto e altri beni durevoli), stanno sostenendo i consumi privati nonostante il recente rallentamento nella crescita dell’occupazione”. “La deflazione dei prezzi alla produzione, dovuta principalmente al calo dei prezzi dell’energia e dei prodotti petroliferi, le deboli aspettative di inflazione e la capacita’ di riserva ancora vasta stanno esercitando pressioni al ribasso sull’inflazione dei prezzi al consumo”, aggiunge l’organizzazione di Parigi, “la robusta domanda interna portera’ a una crescita delle importazioni maggiore delle esportazioni” laddove “l’inflazione rimarra’ bassa, riflettendo un mercato del lavoro e dei prodotti che resta fiacco”.
“La possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea e’ un rilevante rischio in negativo” per la crescita europea e mondiale. Lo scrive l’Ocse nel suo Economic Outlook. “Nell’attesa del referendum – sottolinea l’organizzazione – i mercati finanziari hanno iniziato sempre piu’ a mettere un prezzo sul possibile rischio Brexit, con un deprezzamento della sterlina e un aumento dei premi sul rischio di una serie di tipologie di asset”. Un voto favorevole all’uscita, aggiunge l’Ocse, “porterebbe nelle nostre previsioni un’aumentata incertezza, riduzione della fiducia e avrebbe come risultato una serie di shock sui mercati finanziari in Gran Bretagna e nelle altre economie europee”.