La Conferenza episcopale italiana boccia gli hotspot in mare ipotizzati per far fronte all’emergenza migranti. Lo fa per bocca del segretario, mons. Galantino, che intervistato da Repubblica parla di ‘riedizione in brutta copia dei luoghi di trattenimento delle persone’ e sollecita invece l’accoglienza. Critico verso di lui il leader leghista Salvini (‘parole sbagliate’) secondo cui bisogna bloccare le partenze. Intanto, il segretario Onu Ban Ki-moon si dice rattristato per la perdita di vite umane e loda gli sforzi dell’ Italia, mentre il Viminale fa sapere che a brevissimo arriveranno le risposte che Bruxelles sollecita essenzialmente sugli hotspot galleggianti, l’apertura di nuovi e l’aumento delle capacita’ delle strutture. MATTARELLA: garantire condizioni generali di sicurezza e di rispetto della dignita’ umana.
‘Noi siamo campioni del mondo di umanita’ e di accoglienza. Capisco le parole di mons. Galantino che fa il vescovo, io pero’ faccio il ministro dell’Interno e ho il dovere di far rispettare le leggi: abbiamo un grande cuore ma non possiamo accogliere tutti’. Cosi’ Alfano commenta le parole del segretario della Cei a favore dell’accoglienza ai migranti. Sul tema degli hotspot si schiera la comunita’ di Sant’Egidio che come Galantino dice no a quelli in mare e si’ a quelli in terra. Il M5s prende posizione: ‘Non c’e’ uno straccio di legge che istituisce gli hotspot e spieghi cosa sono e cosa devono fare. Sono illegali’.
Il dovere umano e non solo cristiano di soccorrere in mare e il diritto dei migranti ad essere accolti sono alla base del “no” della Chiesa Italiana alla proposta di navi che identifichino i profughi per stabilirne gia’ in mare la destinazione. “L’hotspot – spiega a Repubblica il segretario della Cei, Nunzio Galantino – e’ una riedizione in brutta copia dei luoghi di trattenimento di persone. Non e’ pensabile l’utilizzo di navi destinate al soccorso per far stazionare nel Mediterraneo migliaia di persone in attesa di una non precisata destinazione. A meno che le si voglia riportare nei porti della Libia e dell’Egitto, condannandole a nuove forme di sfruttamento “. “Le Organizzazioni internazionali a tutela dei diritti umani, come anche la Fondazione Migrantes e la Caritas Italiana, hanno gia’ ricordato – sottolinea il segertario dell’Episcopato italiano – che i migranti salvati in mare hanno il diritto, sulla base di una storia personale e non di una lista di cosiddetti paesi sicuri, di presentare domanda d’asilo e al ricorso se una domanda non venisse accolta. Sulle navi questo percorso di protezione internazionale non e’ possibile”. Secondo Galantino, “purtroppo, non si e’ avuto il coraggio di creare i canali umanitari previsti dal diritto internazionale, verso i Paesi disponibili all’accoglienza, per favorire partenze in sicurezza ed evitare violenze, sfruttamento e morti”. Cosi’ “la partenza di migranti in fuga da situazioni drammatiche avviene sempre piu’ in situazione di insicurezza, attraverso trafficanti senza scrupoli, al punto tale da rendere difficile ogni soccorso soprattutto in acque libiche non presidiate dalle operazioni di salvataggio delle navi europee”. “Quelle morti – rileva il presule – sono uno schiaffo alla democrazia europea, incapace di salvaguardare e proteggere persone in fuga da situazioni create anche dalla politica estera e da scelte economiche europee”.
“Noi siamo campioni del mondo di umanita’ e di accoglienza. Capisco le parole di monsignor Galantino che fa il vescovo, io pero’ faccio il ministro dell’ Interno ed ho il dovere di far rispettare le leggi: abbiamo un grande cuore ma non possiamo accogliere tutti”. Cosi’ il ministro dell’Interno Angelino Alfano commenta, durante un’iniziativa a Ostia, le parole di monsignor Galantino, segretario della Cei, sul tema migranti. “Gli hot spot non sono centri chiusi di trattenimento ma centri dove avvengono la fotosegnalazione e lo smistamento tra profughi e irregolari – spiega – Se il fotosegnalamento avvenisse in mare avremmo un’efficienza maggiore al momento dello sbarco. E’ un’ipotesi su cui si sta ragionando”.
“Nella gestione dei continui flussi di persone in fuga da guerre, persecuzioni e poverta’ spetta ai Prefetti un ruolo essenziale per coordinare le attivita’ di primo soccorso e di assistenza, per garantire condizioni generali di sicurezza e di rispetto della dignita’ umana, per favorire la sistemazione piu’ adeguata nelle diverse realta’”. Lo afferma Sergio Mattarella nel messaggio ai Prefetti per il 2 giugno, sottolineando che si stanno realizzando “positive esperienze di accoglienza e di inclusione, con l’inserimento dei profughi anche in progetti di utilita’ sociale”.